I liguri rilanciano così le proprie chance salvezza e frena la corsa Champions League dei rossoneri che oggi poteva segnare una giornata quasi decisiva dopo i passi falsi di Lazio e Atalanta. La squadra di Stefano Pioli sbatte sui pali, poi cala alla distanza e cade due volte di fronte ad una squadra che gioca con la forza della disperazione. La semifinale di Champions pesa sulla testa e sul fisico dei rossoneri, chiamati all’impresa martedì prossimo per cercare di ribaltare il 2-0 sull’Inter nel ritorno della semifinale. E’ partita dalle grandi motivazioni al Picco. Per i padroni di casa una specie di ultima chiamata salvezza: serve una vittoria per mettere pressione al Verona e arrivare al Via del Mare di Lecce con la possibilità di superare i salentini in caso di successo. Per il Milan non è solo una parentesi tra le due semifinali, perché i risultati delle concorrenti offrono un set point per entrare nelle prime cinque posizioni. Per questo nonostante le tante defezioni – Messia e Krunic gli ultimi a dare forfait – Pioli non snobba l’impegno: schiera in pratica la difesa titolare con Kjaer e Tomori centrali ma tiene in panchina Calabria e Giroud. Semplici invece torna ad un 3-5-2 che non si vedeva dal primo tempo della partita contro l’Inter, fino ad oggi l’ultima vittoria dei liguri in campionato. Panchine cortissime per entrambe le squadre, falcidiate dagli infortuni.
Spezia-Milan 2-0 (0-0). Spezia (3-5-2): Dragowski, Wisniewski, Ampadu, Nikolaou, Amian, Ekdal, Esposito, Bourabia (18′ st Zurkowski), Reca, Gyasi (47′ st Kovalenko), Nzola. (ANSA)
Ci vogliono sette minuti per vedere la prima conclusione in porta ed è subito pericolo per Dragowski. Pobega vince un contrasto con Bourabia in mediana e Tonali trova campo libero per arrivare ai venti metri e sfoderare un destro che incoccia il palo a portiere battuto. I ritmi si alzano ma bisogna aspettare il 23′ per rivedere il Milan in avanti con una doppia occasione: prima Rebic trova il muro di una scivolata di Amian su tiro a botta sicura, poi Theo sulla respinta obbliga Dragowski ad alzare in calcio d’angolo. Dalla parte opposta Reca può concludere due volte trovando sempre un avversario sulla traiettoria. Partita agonisticamente intensa e tuttavia corretta. Prima dell’intervallo ci prova ancora il Milan con Pobega dal limite (36′), respinta di Dragowski a mano aperta. Anche il secondo tempo parte a ritmi alti. E’ lo Spezia a riversarsi in avanti per cercare il tutto per tutto, ma è il Milan ad andare ancora vicino al vantaggio.
Al minuto 55 altro palo dopo un triangolo tra Tonali e Diaz concluso dallo spagnolo, fino a quel momento marcato a vista da Esposito, sul legno da ottima posizione. Quando manca meno di mezz’ora alla fine arrivano i primi cambi per Pioli, che richiama Theo e Saelemaekers per Ballo Touré e De Ketelaere. Maignan salva due volte su Nzola (68′) ed Ekdal arrivato fino al limite dell’area piccola. A Pioli non resta che rischiare Giroud (70′) per dare sostanza in area, dove i cross arrivano ma sono tutti preda dei difensori di casa, su tutti il gigante Wisniewski. Ed è proprio il polacco a segnare. Al 75′ un angolo di Esposito arriva teso in area, colpo di testa di Amian che si stampa sul palo e tap in del polacco. Gli animi si scaldano e il Var grazia Giroud al minuto 81 quando il francese colpisce a mano aperta Nikolaou in area a palla lontana. Sul rovesciamento di fronte i bianchi segnano ancora e chiudono la partita. Punizione da 25 metri di Esposito che si spegne sotto l’incrocio piegando le dita di Maignan. Prima rete in serie A per entrambi, arrivati in inverno dalla cadetteria. Inutili gli ultimi tentativi dei rossoneri, lo Spezia si conferma bestia nera: tre sconfitte in sei incroci dal 2020 in poi. A fine partita Theo e compagni vanno sotto il settore ospiti, un po’ per fare ammenda, e un po’ per ricevere comunque cori di incoraggiamento.