I pianisti che daranno un tappeto musicale al racconto sono Wei Jiang e Federico Nicoletta. ”Un giorno l’amico Filippo Arriva mi dice di aver scritto quest’opera su come si compone La Traviata, perchè sono in pochi effettivamente a saperlo, e la cosa mi ha tanto incuriosito. Verdi e Strepponi erano amanti quando andarono insieme a vedere La signora delle camelie in prosa a Parigi: lei pianse tanto che lui non finiva di donargli il suo fazzoletto. Pianse talmente tanto che pian piano l’idea dell’opera entra come un tarlo nella testa di Verdi, che fu osteggiato non poco perchè mettere in scena una cortigiana a quel tempo non era così scontato. La loro storia del resto aveva questo alone di illegittimità, lui era vedovo certo ma lei aveva avuto due figli illegittimi, era una donna chiacchierata, aveva una relazione con il direttore de La Scala. Ma Verdi l’aveva capita, gli era entrata nell’anima con la sua intelligenza, e il loro carteggio bellissimo dimostra quanto La Traviata si mischia nella loro vita”. Insomma questo recital funziona ”come sliding doors tra vita privata e arte e musica, una miscela per far capire al pubblico come lui metta nella figura di Violetta la sensibilità della donna che ama. E poi funziona eccome: basta pensare che è l’opera più rappresentata al mondo ancora adesso”. Ora quindi andrà in scena al Bellini di Catania e “poi vediamo”, spiega Boni che ha da poco finito il suo don Chisciotte.
Che cosa c’è ora nel futuro di Alessio Boni? ”con Francesco Niccolini, il mio drammaturgo, stiamo facendo una scrittura per il debutto a Bergamo capitale della cultura il 12 dicembre. Porteremo l’Iliade il gioco degli dei, questo il titolo, al Teatro Donizetti”. Prima, in attesa che sia trasmessa dalla Rai, Il metodo Fenoglio (”andrà probabilmente in onda a novembre, per motivi di incastri di palinsesti”). E’ già pronto anche e ”sta al montaggio, La lunga notte sulla storia di Dino Grandi con la regia di Giacomo Campiotti dove faccio io il protagonista. Parla della lunga notte del 25 luglio del ’43 con la storia del gran consiglio che voleva destituire Mussolini. Sono tre puntate”. Sta invece per iniziare a girare ”un film di Sergio Rubini su Leopardi, interpretato dal giovane Leonardo Maltese. Io faccio Monaldo, il padre di Leopardi. Saranno due puntate per Rai1. Gireremo per due mesi e mezzo o tre da fine giugno, tra Puglia, Roma, Torino e Mantova dove sarà ambientata casa Leopardi di Recanati. Una gran bellezza di carrozze, costumi, abiti antichi, un fiore all’occhiello per la nuova stagione della fiction Rai”.