“Scudetto del Napoli meraviglioso, ma non mi sento di accollarmi nessun tipo di merito. Sicuramente sul metodo, sul percorso e la struttura ci ha messo qualcosa del mio, ma non mi sento di prendermi dei meriti e li lascio a chi ha portato questo Napoli alla vittoria. Per me è stato un orgoglio aver contribuito a far crescere il club. Nel mio ambito ho dato sempre il meglio, Mantovani e Micheli li andai a scovare a Brescia per portarli lì con me e sicuramente è stata una pietra importante di quella struttura. Sono in primis amici e poi colleghi, quindi non posso non essere contento per loro”.
Crisi del secondo anno con De Laurentiis?
“Quella volta con Mazzarri andò come tutti sapete e c’era Gasperini pronto prima che il tecnico poi decidesse di restare. Questa volta non saprei cosa possa succedere con Spalletti. All’interno dei club c’è un grande livello di attenzione e solo chi li vive può avere una sensazione di come possa andare”.
Micheli al posto di Giuntoli come DS?
“Lo conosco benissimo ed abbiamo lavorato insieme per 9 anni. Micheli è molto competente e bravo nel suo ruolo come scout e dirigente, una preziosa risorsa. Una sua versione nel marasma quotidiano di un club del livello del Napoli non saprei dirlo, ma di certo non gli mancherebbero gli strumenti per risolverei i problemi. Alla sua versione attuale, dove è bravissimo, io non lo rinuncerei mai e difficilmente lo sposterei. Così come non rinuncerei a Giuntoli”.
Benitez e l’ipotetico ritorno a Napoli?
“Il club azzurro è già affermato in Europa, poi provare a vincere quelle competizioni è molto complicato. Rafa per me è un amico, ha uno spessore alto ed ogni club che decidesse di puntare su di lui avrebbe un plus. Non saprei cosa potrebbe succedere a Napoli l’anno prossimo, non è compito mio. Ai tifosi dico di guardare la soddisfazione del punto a cui è giunto questo club e proprio perché è così forte, di sicuro le cose saranno fatte bene. Anche nei cambiamenti, se il club è forte, ci saranno garanzie”.
Mertens fu un mio colpo?
“Si, lo seguivo già da tempo perché ci giocammo contro in Europa League contro l’Utrecht. Giocava esterno sinistro e lo adocchiamo come possibile sostituto di Lavezzi. Lui poi andò al PSV e noi lo prelevammo la stagione successiva. Lens? Non fu un depistaggio, ne seguivamo vari e alla fine arrivò Mertens che era il nostro primo obiettivo”.
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