Diventa un caso politico – nazionale e internazionale – l’ultimo episodio di razzismo del calcio. Non Italia, ma Spagna stavolta: la vittima e’ l’attaccante brasiliano del Real Madrid, Vinicius, e il caso stavolta ha del clamoroso, non solo perchè è l’ottava volta che il giocatore è bersaglio di insulti per il colore della pelle, ma anche – per dirla con Ancelotti dopo la serata di Valencia – “perche’ non era mai successo che uno stadio intero intonasse cori razzisti a un giocatore, e che questo fosse espulso per aver protestato”.
E il giorno dopo spunta il video di centinaia di tifosi del Valencia che, all’arrivo allo stadio del pullman Real, gridano “Vinicius e’ una scimmia”. A scatenare il caos nella partita vinta ieri sera 1-0 dal Valencia un episodio di gioco con un pallone in più lanciato in campo da un raccattapalle a cui sono seguiti ripetuti insulti razzisti subiti da Vinicius che indica un tifoso in tribuna e ne pretende l’allontanamento: la gara viene sospesa con Vinicius che minaccia di non tornare in campo.
Dopo 10 minuti di “trattative” e annunci dello speaker, il gioco riprende e nel nel finale l’attaccante del Real, espulso per un fallo su Duro, esce e di nuovo viene fatto oggetto di insulti. Infantino condanna, e ricorda che la Fifa ha dato gli strumenti contro il razzismo: fermare le partite, fino allo 0-3 a tavolino, strumento evidemente trascurato. Ma e’ tra Brasilia e Madrid e all’interno dell’opinione pubblica spagnola che scoppia la vera bufera. “Amo questo Paese, ma ora la sua immagine e’ di gente razzista. Non il Brasile, la Spagna nel mondo e’ conosciuta come razzista”, la dura accusa di Vinicius.
E’ intervenuto il presidente Lula, invocando “misure serie delle autorita’ spagnole”. E il governo brasiliano ha annunciato che solleciterà provvedimenti alla Spagna; il ministero dell’Uguaglianza razziale invierà una denuncia formale alle autorità spagnole e alla Liga. Da parte sua la federcalcio spagnola ammette d’avere un “problema di razzismo”, e il Real ha sporto denuncia alla magistratura per “crimini d’odio”, sottolineando come “gli insulti razzisti subiti da Vinicius Jr. a Valencia costituiscono un attacco diretto al modello di convivenza del nostro Stato”.
Ed è qui che la Spagna si divide. La politica si schiera con una condanna bipartisan, ma con sfumature non irrilevanti: la governatrice di Madrid, Ayuso, sottolinea che “la Spagna non e’ un paese razzista, e si rischia di trasmettere dagli stadi un’immagine non veritiera”. D’accordo in parte il tecnico del Barcellona, Xavi. “La Spagna non e’ razzista, ma il calcio e’ l’unico mestiere in cui l’insulto e’ accettato, ne so qualcosa io chiamato di continuo ‘figlio di…’: provate a dirlo a un operaio che lavora con i mattoni…Tutto questo deve finire”. E si scatena un durissimo botta e risposta tra Vinicius e Tebas. “Il campionato che una volta era di Messi e Cristiano Ronaldo, oggi e’ dei razzisti”, la dura accusa del giocatore. “Spagna e Liga non sono razziste. Prima di ingiuriarci, cerca di capire quel che facciamo contro il razzismo… – la replica del presidente della Liga, Tebas – Se non te lo spiegano, te lo spieghiamo di nuovo, visto che non sei venuto agli incontri che avevi chiesto “. “Ancora una volta, il presidente della Liga attacca me invece di criticare i razzisti: cosi’ si mette sullo stesso piano. Ma io non mi accontento di un hashtag di solidarietà..”. Chiusura di Tebas: “Sono solo nove gli episodi razzismo in tutta la stagione, e otto hanno riguardato Vinicius: in tutti abbiamo denunciato i responsabili. Ma non accettiamo che la nostra immagine venga offuscata”.
A sostegno di Vinicius tanti assi del calcio. come già era stato per Lukaku in Juve-Inter, a cominciare dai suoi compagni di squadra. “Sempre con te, fratello”. Questo è il messaggio più ripetuto, quasi un motto, tra i calciatori del Real Madrid che, fin dall’inizio, sono usciti per difendere Vinicius. Rüdiger, Benzema, Tchouameni, Camavinga, Courtois, Fede Valverde hanno detto la loro sui social. “Per quanto tempo dobbiamo sopportare tutto questo? Sono con te, fratello! La nostra lotta continua!” Militao è stato uno di quelli che si è prodigato di più in difesa del compagno. “Oggi è stato un altro giorno triste qui in Spagna, un altro giorno dove purtroppo hanno vinto i razzisti”. “Non sei solo. Siamo con te e ti sosteniamo”, ha scritto sul suo account Instagram l’asso del Psg e della Nazionale francese Kylian Mbappé Anche Neymar, suo compagno di squadra al PSG e connazionale del giocatore del Real Madrid, ha lasciato un messaggio simile: “Sono con te”.