Donald Trump apparirà via video in un’aula di tribunale di Manhattan in modo che un giudice possa metterlo in guardia contro la condivisione delle prove fornite ai suoi avvocati durante la fase della ‘discovery’ nel procedimento penale che lo vede imputato di falsificazione di documenti aziendali per comprare nel 2016 il ‘silenzio elettorale’ di due amanti e di un portiere del suo palazzo.
Il giudice della Corte Suprema di New York, Juan Merchan, ha imposto un ordine protettivo a Trump e al suo team difensivo, impedendo loro di far circolare pubblicamente, anche sui social media, prove che non siano già di dominio pubblico. Un provvedimento non insolito ma, in questo caso, i pubblici ministeri hanno espresso particolare preoccupazione per la possibilità che il tycoon tenti di intimidire i testimoni o di istigare i suoi fan a commettere violenze pubblicando le informazioni contenute nei documenti della controparte.
Poco prima di essere accusato in marzo per 34 capi d’accusa di falsificazione di documenti aziendali, Trump aveva evocato sul suo social Truth “morte e distruzione” se il procuratore distrettuale di Manhattan Alvin Bragg lo avesse incriminato, chiedendo ai suoi sostenitori di “riprendersi la nazione”. Sia Bragg che Merchan hanno ricevuto varie minacce legate al caso Trump.
Intanto, il procuratore speciale Jack Smith ha ordinato alla Trump Organization di fornire ogni documentazione di eventuali affari con sette Paesi stranieri dal 2017, ossia da quando il tycoon si insediò alla Casa Bianca: si tratta di Cina, Francia, Turchia, Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi e Oman. La misura è stata emessa nell’ambito dell’inchiesta sui documenti classificati sequestrati dall’Fbi nella residenza di Mar-a-Lago e suggerisce che Smith stia accertando se ci sia qualche connessione tra affari conclusi all’estero e le carte che Trump – ora di nuovo in corsa per la presidenza – non ha voluto restituire agli Archivi Nazionali.
La Trump Organization ha rinunciato a qualsiasi operazione in paesi stranieri mentre il tycoon era alla Casa Bianca. L’unico accordo che Trump ha fatto dopo aver terminato il mandato è quello annunciato lo scorso autunno con una società immobiliare in Arabia Saudita per concedere in licenza il suo brand ad un complesso di case, hotel e campi di golf che saranno costruiti in Oman.