Spazio anche per un dj time con Albertino, Fargetta, Molella, Prezioso. “Sarò sul palco già dal tardo pomeriggio. In stile Jovanotti? Non proprio, noi siamo molti più coatti”, scherza il cantautore che spiega la longevità della sue canzoni “alla loro ingenuità”. “Io rappresento un modello facile. Io e Mauro Repetto (vedremo se riuscirà ad esserci il 2 settembre), 30 anni fa con gli 883, eravamo due ragazzi di provincia, due tipi normali. Non sono un fenomeno e vengo amato per quello. Un po’ il concetto ‘se ce l’ha fatta lui…'”. Il Circo Massimo è il modo anche per omaggiare la città in cui ha vissuto per lunghi periodi e dove è nato suo figlio. “Da Roma ho imparato la filosofia dello ‘sticazzi. A Milano sembra che il mondo dipenda da te. Ti senti in colpa per tutto, anche dell’estinzione dell’umanità. A Roma c’è la consapevolezza che esistono cose sulle quali non hai il controllo e a quel punto: ‘sticazzi”. Un po’ la risposta che forse vorrebbe dare quando gli viene chiesto del confronto con Bruce Springsteen che proprio al Circo Massimo si è esibito qualche giorno fa (non senza polemiche per non aver fatto nessun riferimento alla tragedia dell’Emilia-Romagna). “Ognuno va sul palco a raccontare la sua storia. Non ti puoi confrontare con quel livello lì, ma puoi comunque dire la tua, giocare la tua partita. E sul fatto che non abbia detto niente sull’alluvione non lo biasimo, non credo fosse consapevole. Io al concerto di beneficenza il 5 agosto? Decideremo nei giorni a venire”.
Invece è netto sul festival di Sanremo: “no, no. È roba da centometristi che danno tutti in tre minuti, io sono più per la lunga distanza”. La dimensione live gli ha fatto tornare anche la voglia di scrivere, dopo l’impasse creativa che gli aveva lasciato il covid: “mi diverto, ma non devo fare un disco per forza. Nel senso che mi chiedo: nel 2023 esiste un senso per un album di Max Pezzali? E se anche fosse, qualcuno è interessato? Ormai pubblicare dischi non è più un obbligo morale o una conditio sine qua non come quando ho iniziato. L’obiettivo per un artista è scrivere una canzone che rimanga. Dopo che lo ha fatto di scriverne un’altra. A livello autorale, direi che posso considerarmi soddisfatto”.