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La Palma d’oro 2023 è donna (la terza volta nella storia del festival di Cannes, 76 anni), “un cambiamento celebrato da sette registe in concorso”, come rimarcato da Jane Fonda che questa sera l’ha consegnata a Justine Triet, la regista di Anatomie d’une chute, appena 44 anni e già sul tetto del mondo del cinema. Il primo premio torna alla Francia in un’edizione davvero globale ed un palmares, deciso dalla giuria guidata dallo svedese Ruben Ostlund, che ha guardato molto anche ad Oriente. L’Italia è rimasta fuori, incassando la visibilità di tre film in concorso – Rapito di Marco Bellocchio, uscito ora in sala, Il sol dell’avvenire di Nanni Moretti premiato anche dal box office e La Chimera di Alice Rohrwacher che uscirà in autunno. La competizione dei 21 era di altissimo livello e non è aria di fare polemica. Justine Triet, che ha ricevuto un lunghissimo applauso dalla platea ed ha chiamato i suoi attori sul palco (tra cui la magnifica Sandra Huller) subito dopo per riprendersi dall’emozione ha fatto una ferma protesta contro la riforma delle pensioni e contro il governo francese “che l’ha negata e repressa in modo clamoroso”. Non solo, Triet – che ha conquistato la Palma due anni dopo Julia Ducorneau di Titane che ora sedeva in giuria – ha parlato della “mercificazione della cultura difesa dal governo neoliberista, in procinto di rompere l’eccezione culturale francese. Questa stessa eccezione culturale che mi ha cresciuta e formata e senza la quale oggi non sarei qui, davanti a voi”. Il tema della donna è stato portante in tutta l’edizione del festival, una osservazione non convenzionale della complessità delle donne, uno sguardo sul femminile senza stereotipi come da tempo finalmente si attendeva, proposto sia dalle tante registe in concorso ma anche dai registi. E il palmares e la serata lo hanno testimoniato. Lo stesso Anatomie d’une chute della Triet (uscirà in Italia con Teodora) è un giallo giudiziario teso tutto giocato su una donna che deve dimostrare la propria innocenza. Un’onda lunga, verrebbe da sottolineare partita da Venezia che ha assegnato il Leone d’oro ad un altro film giudiziario, francese anch’esso Saint Omer di Alice Diop. “Vorrei dedicare questo premio a tutte le donne che lottano per superare le difficoltà di esistere in questo mondo”, ha detto l’attrice turca Merve Dizdar premiata per Les herbes sèches di Nuri Bilge Ceylan. Il secondo riconoscimento per importanza, il Grand Prix, è andato all’inglese Jonathan Glazer e al suo drammatico The Zone of Interest sulla banalità del male di una famiglia nazista che vive accanto al muro di Auschwitz, tratto dall’omonimo romanzo di Martin Amis scomparso proprio nei giorni di Cannes. “Grazie per aver amplificato il cinema come solo Cannes è in grado di fare”, ha detto il regista. In una serata filata via tra le emozioni dei premiati e qualche piccolo inciampo (Ostlund bloccato dalla Ducournau stava annunciando un premio anzichè un altro, la madrina Chiara Mastroianni che al momento del Grand Prix ha parlato della Palma d’oro), il più scosso in assoluto è stato il grande tedesco, Wim Wenders tornato con Perfect Days tutto girato a Tokyo (la globalità che si diceva all’inizio): migliore attore, la star giapponese Koji Yakusho ma a piangere in platea era lui. C’entrava forse l’età? Wenders ha 77 anni ed è stato parte di un movimento di silver fox che a Cannes si è fatto notare per longevità ed eccezionale tenuta. Del resto sul palco è salito questa sera il re degli horror Roger Corman che di anni ne ha 97. Ma la lista è stata lunga: la Croisette d’argento ha visto protagonisti Michael Douglas (78), Harrison Ford (80), Martin Scorsese (80), Robert De Niro (79), Ken Loach (86), Marco Bellocchio (83) Wim Wenders (77), Jane Fonda (85), Catherine Breillat (74). Tra i laureati di quest’anno il regista vietnamita con nazionalità francese Tran Anh Hung per La passion de Dodin Bouffant (premio regia), il finlandese Les Feuilles Mortes di Aki Kaurismaki (premio giuria), il giapponese Sakamoto per Monster di Kore-Eda Hirokazu (sceneggiatura)

Questo il Palmares completo della 76/a edizione del Festival di Cannes con Ruben Ostlund
presidente di giuria:
– Palma d’Oro a Anatomie d’une Chute della francese Justine Triet
– Grand Prix a The Zone of Interest di Jonathan Glazer
– Premio per la miglior regia a Tran Anh Hung per La Passion de Dodin Bouffant
– Migliore sceneggiatura a Sakamoto Yuji per Monster di Kore-eda Hirokazu
– Migliore attrice Merve Dizdar per About Dry Grasses di Nuri Bilge Ceylan
– Miglior attore Koji Yakusho per Perfect Days di Wim Wenders
– Premio della Giuria a Les Feuilles Mortes di Aki Kaurismaki
– Camera d’Or a Ben Trong Vo Ken Vang (L’arbre aux papillons d’or) di Thien An Pham
– Palma d’oro per il miglior cortometraggio a 27 di Flóra Anna Buda.  

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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