“Effettivamente – dichiara l’oncologa Cecilia Nisticò – il cancro è una malattia cronica e nella nostra Asl di Frosinone stiamo lavorando per una assistenza integrata che raggiunga i pazienti in ogni parte del territorio”. Paolo Bronzato, direttore della rete oncologica della Liguria, aggiunge: “l’accesso alla sperimentazione clinica dei nuovi farmaci deve essere considerata parte integrante dell’assistenza e garantita in tutti i centri e non limitata ai grandi istituti”. Romano Dainesi, ordinario di farmacologia clinica dell’Università di Pisa, ha fatto invece il punto sulla gestione ottimale dei nuovi famaci in oncologia.
A questo proposito, il dibattito si è focalizzato sulle problematiche relative alla possibilità di assicurare da parte del sistema sanitario le cure prolungate per i pazienti oncologici, che rappresenteranno nel prossimo futuro una spesa equivalente allo 0,5% del Pil, ovvero un decimo circa della spesa sanitaria italiana. Giuseppe Profiti, manager che ha accettato la sfida di risanare la sanità calabrese, ha fornito dati preoccupanti sulla sostenibilità del sistema nel prossimo futuro in rapporto all’invecchiamento delle popolazione e alle risorse disponibili. Tra le linee di intervento proposte dunque dagli esperti, percorsi di cura basati sulla appropriatezza e la realizzazione di vere reti oncologiche che comprendano percorsi ospedalieri e territoriali integrati. Ed ancora: accesso facilitato alle sperimentazioni cliniche per tutti i centri, rafforzamento delle cure palliative, prevenzione diffusa e screening oncologico.
“É il momento delle scelte, della revisione dei sistemi delle regole per garantire un’assistenza appropriata e quindi maggiormente sostenibile. Un aiuto – concludono gli esperti – è rappresentato dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale e della completa informatizzazione del sistema, resi disponibili dal Pnrr”.