“Non so se al Barcellona abbiamo fatto tutto il possibile per ingaggiarmi – dice ancora Messi -, sinceramente non lo so, io so ciò di cui parlavo con Xavi, che sento spesso da quando è tornato al club. Ma con il presidente Laporta ho parlato un paio di volte, e in ogni caso non volevo lasciare il mio futuro nelle mani di altri”. “Ma non è stata una questione di soldi, nemmeno ne abbiamo parlato – aggiunge -. Il discorso economico per me non è mai stato un problema, né un ostacolo. Se fosse stata una questione di denaro, sarei andato in Arabia”. Dopo aver ammesso che per lui il primo anno a Parigi “è stato molto difficile, poi nei primi sei mesi del secondo anno tutto è andato molto molto meglio. Ma nel mezzo della stagione c’è stato il Mondiale, e ha condizionato molto la stagione. Speravo che finisse diversamente (a Parigi ndr), in generale sono stati due anni difficili per me, ma ora sono alle spalle”. E adesso c’è l’avventura in Florida: “quando ho detto che se non fosse andata bene con il Barcellona volevo uscire dal centro dell’attenzione – spiega Messi – significa andare via dall’Europa. Avevo delle offerte ma non le ho prese in considerazione, perché la mia idea era di tornare al Barcellona o andare via dall’Europa, e ancora di più dopo aver vinto i Mondiali che era ciò che mi mancava per finire la mia carriera da queste parti, e vivere il calcio in un’altra maniera, quella degli Stati Uniti. Lo vivrò più giorno dopo giorno, sempre con la responsabilità di dover vincere e di fare le cose bene, però con molta più tranquillità”. “Vengo da due anni – le parole di Messi – che a livello familiare stavo male, non mi godevo i miei cari. Ho avuto un mese spettacolare quando ho vinto i Mondiali, però togliendo questo per me è stata una fase difficile. Ora voglio tornare a godermi la mia famiglia, e i miei figli”.