“Cinque anni fa sia Salvini che Giorgia Meloni mi chiesero una mano: volevano avere un parere, uno sguardo esterno sulla Rai, da chi la tv la conosce” e La sua risposta fu “che ci vuole il sorriso. La Rai deve entrare nelle case degli italiani dicendo ‘buonasera’. Con leggerezza e intelligenza, non con la propaganda”, sostiene Lippi nell’intervista.
“Penso a Fazio e Littizzetto – ha aggiunto – . Se ne sono andati loro. Fazio ha raccontato bugie, dicendo che la pubblicità faceva incassare il triplo di quanto costava il programma. Ma se costava 450 mila euro a puntata, incassava 1 milione e 200 mila di pubblicità? Ma dai… Fazio è stato un farabutto: avevano già pronto un contratto milionario con Discovery”. Ne ha anche per Lucia Annunziata: “Propaganda, ‘kultura’ con la k. Ora basta. L’ha vista l’intervista alla ministra Roccella? Cattiva, aggressiva. Non è Rai quella”.
In quanto alla premier Meloni “Giorgia la conosco – prosegue – È così generosa: ha rinunciato prima alla sua gioventù e ora alla famiglia per fare quello in cui crede. Anche il compagno è una brava persona. Serve un linguaggio popolare. Giorgia è una ‘popolana di Garbatella’. Ha vinto le elezioni parlando agli italiani e alle italiane. Serve quel linguaggio lì”.
Alla presentazione dei palinsesti Rai manca poco meno di un mese, ma Lippi parla di “un programma, in prima serata su Rai1, lo vorrei chiamare ‘Condominio Italia’ : parliamo di cause condominiali, di quanto tempo, denaro e bile costano. Forse è meglio risolverle con un aperitivo fra condomini, no?”, nonché di “Ieri, oggi, un vecchio format che parla di televisione, con spezzoni d’archivio”. E il conduttore giura che “è il momento di portare il talento in Rai. Finora non è andata così. Casalino, per esempio, si crede un grande ufficio stampa? Stefano Coletta, il direttore che per fortuna non c’è più, ha fatto lavorare gay e gaie solo per il motivo di esserlo. Tanti e tante che non avevano alcuna competenza, la Rai usata per fare coming out. Allora anche noi etero dovremmo fare coming out, no?”.
Su Twitter Francesca Bria, componente del cda di Viale Mazzini, ha giustificato la decisione della Rai: “Un atto dovuto da parte della Rai
interrompere la collaborazione: le affermazioni di Lippi non sono compatibili con la deontologia professionale e il codice etico dell’azienda”, ha scritto. La senatrice Dolores Bevilacqua, esponente M5s in commissione di Vigilanza Rai ha dichiarato in una nota che “le esternazioni di Claudio Lippi riportate su La Stampa sono vergognose e si commentano da sole. Bene ha fatto la Rai ad escludere ogni tipo di collaborazione con il conduttore. Il servizio pubblico non può dare spazio a personaggi che non si vergognano di esprimere attacchi beceri alla dignità e alla reputazione di singole persone e di intere comunità”.
E sulle parole di Lippi è intervenuto anche il leader di Azione, Carlo Calenda, che ha scritto su Twitter: “Basta con i gay in TV” è una frase che a nessuna persona con una “voce pubblica” verrebbe in mente di pronunciare in un paese occidentale. Il fatto che questo figuro non provi vergogna a farlo in Italia dimostra che c’è un enorme lavoro culturale da fare”.