(ANSA) – ROMA, 11 GIU – Mano al portafogli. Il fisco chiama
alla cassa i contribuenti per le principali scadenze di
pagamento di metà anno. Si inizia con l’Imu, che va versata
entro il 16 giugno e che secondo i calcoli della Uil drenerà 11
miliardi dalle tasche di chi possiede un immobile a quella dei
comuni che la utilizzano per pagare i servizi. Ma a fine mese si
pagano anche Irpef, Ires e Irap legate alla dichiarazioni dei
redditi: si tratta del saldo 2022 e del primo acconto 2023 che,
comunque, potranno essere versate anche a luglio con una piccola
maggiorazione.
Il primo appuntamento è con l’Imu. L’imposta municipale, che
è la principale fonte di finanziamento dei comuni, si paga
infatti solo sulle seconde case e sulle prime case di lusso: si
tratta delle abitazioni accatastate come A/1, le ville A/8 e i
Castelli o palazzi storici (A/9).
Il 16 giugno si paga l’acconto, il saldo sarà invece dovuto
a dicembre: la scadenza del 16 cade però di sabato e quindi ci
sarà tempo per fare il pagamento fino al 18 del mese. L’Imu si
applica sui mesi di effettivo possesso nell’anno in corso. Nella
genericità dei casi, se non ci sono stati cambiamenti rispetto
all’anno precedente, il contribuente non deve fare grandi
calcoli. Basterà infatti che versi il 50% dell’imposta pagata
nell’anno precedente. Poi con il saldo, a dicembre, verificherà
se il comune ha modificato le aliquote e quindi verserà la quota
rimanente. Nel caso di cambiamenti nel corso del prime semestre
del 2023, invece, si potrà fare il calcolo in base ai mesi di
effettivo possesso (da considerare se si superano i 15 giorni).
(ANSA).