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Tetragono mediano, aveva la tempra e la stoffa atletica del vercellese calciatore. Fece il suo esordio nella Juventus il 13 settembre 1953, prima gara del campionato 1953-54. C’erano Viola; Bertuccelli e Manente; Parola, Ferrario e Oppezzo, Muccinelli, Montico, Boniperti, John Hansen e Præst. Il solido vercellese disputò, in quella stagione, diciotto partite.

Memo aveva, nell’istinto, la scelta necessaria per entrare nel midollo dell’attacco in marcia e sapeva realizzare il suggerimento dell’istinto con la prontezza, la sicurezza e soprattutto la chiarezza d’accento che distinguono i centrocampisti di razza; era un coraggioso lavoratore.

Nel calcio c’è lavoro e lavoro; c’è quello indeterminato del manovale, buono a tutto fare, idoneo a tutti i servizi. Questo è un personaggio che non riuscirà mai a farsi una personalità, uno stile; utile e basta. C’è invece, il lavoratore specializzato, e cioè l’esperto del mestiere che di questo suo mestiere fa un’arte; per questa strada, esso conquista l’accento della personalità.

Oppezzo avrebbe potuto perdersi nell’anonimato di un corista, invece è sempre rimasto alla ribalta, con stile, coraggio e doti tecniche. Nelle partite difficili è sempre stato in prima linea, pronto a tamponare le falle della recitazione generale, a dissimulare le eventuali papere dei divi, a puntare al risultato con una disciplina di gioco che ha avuto nella caparbietà gladiatoria la sua generosa forza d’impulso.


DA “STAMPA SERA” DEL 24 APRILE 1978

Il calcio piemontese e italiano hanno perso uno dei loro più tenaci protagonisti degli anni Cinquanta: Guglielmo Oppezzo è morto sabato sera nella sua abitazione torinese di Largo Costantino il Grande, da dove, domattina, partiranno I funerali. Soffriva da alcuni mesi in silenzio, lottando, come aveva lottato in silenzio nella sua lunga carriera calcistica. Rifiutava il destino avverso senza disturbare nessuno con lamenti o proteste. Ancora un mese fa lo avevamo visto al Circolo della Stampa-Sporting, ai bordi del campo da football, spettatore di un torneo del quale sino al settembre scorso era stato attore, assieme a vecchie glorie come lui, a giovani prorompenti di energia, tutti uniti dalla passione per il pallone. L’ultima partita, l’ha giocata in porta nel Superga; le gambe gli facevano sempre più male. Ma lasciando il campo aveva detto a Bruno Garzena, suo compagno nella Juve dal 1953 al 1956 e ancora compagno adesso che il calcio era solo più divertimento: «In primavera ritorno, vedrete. Un po’ di cure quest’inverno e tutto passerà». Avrebbe compiuto fra poco cinquantadue anni, era nato a Balzola in provincia di Alessandria l’11 giugno del 1926. Al Circolo della Stampa lo chiamavano affettuosamente nonno. Tutti, anche chi gli era vicino negli anni. Lui stirava labbra e rughe in un sorriso buono e si gettava nella mischia con immutato amore per il football. Aveva perso quel po’ di durezza inevitabile in chi è stato giocatore vero. A differenza di altri ex aveva interpretato con la massima intelligenza il passaggio, non sempre psicologicamente agevole, dal professionismo al divertimento. Faceva piacere stare al suo fianco in squadra: una manovra ben riuscita, un goal su un suo suggerimento, lo rendevano contento, lo rasserenavano.

Memo Oppezzo aveva iniziato la carriera nella Pro Vercelli, ne era stato capitano sino al 1949, quando passò al Novara. Lasciò il Piemonte nel 1951 per iniziare un fortunato periodo alla Sampdoria, durante il quale venne convocato in Nazionale B. Giocò in maglia azzurra il 28 dicembre del 1952 a Bellinzona, contribuendo a battere 5-0 gli elvetici, e il 26 aprile dell’anno dopo ad Atene nel quadro della Coppa del Mediterraneo, trovando con gli altri un ostacolo imbattibile (finì 0-0) nel portiere greco Mandalozis. Intanto era già passato alla Juventus; in maglia bianconera ha poi disputato quattro campionati. Diciotto presenze nel campionato 1953-54 e secondo posto finale, sedici l’anno dopo (due goal e settimo posto in classifica), ben ventinove nella stagione 1955-56 (un goal, nono posto), quattordici presenze e una rete nell’annata seguente, ancora chiusa dalla Juventus in nona posizione. Erano gli anni di Boniperti e Ferrario, di Viola e Manente, di Corradi e Garzena, di Stacchini, Muccinelli, Colombo, Præst e altri grossi nomi. Oppezzo giocava sempre mediano, sapeva difendere e attaccare, era duro nei contrasti ma mai nel suo gioco affioravano punte di cattiveria. In campo e in spogliatoio era di poche parole, preferiva i fatti, secondo il suo carattere. Dopo la Juventus, il trasferimento che lo ha portato più lontano da casa, al Palermo, dove venne accolto con il rispetto che si era meritato in campo e l’ammirazione per l’aver indossato sino all’anno prima la maglia bianconera.

La commozione è profonda, oggi, in ex compagni di squadra e amici. Giampiero Boniperti ricorda molti episodi di gioco vissuti a fianco di Memo, fra i molti un derby vinto largo, per 3-0, con due goal suoi e uno proprio di Oppezzo: «Partì in profondità su un mio lancio, tirò bene, era felice come un bambino che riceve un regalo. Ma i goal, gli entusiasmi, le delusioni erano momenti. Restava sempre la sua presenza come uomo: un ottimo compagno, sereno, puntiglioso, deciso, pronto a sacrificarsi».

 

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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