I medici di medicina generale hanno formato dei gruppi di sorveglianza, con medici sentinella che fanno parte della rete Influnet, che esiste da 20 anni, per il monitoraggio dell’influenza. “Il picco massimo raggiunto quest’anno è quello più precoce di sempre e anche la discesa è stata meno rapida, con casi di forma influenzali che sono continuati per tutto aprile e maggio”, dice ancora Scotti.
L’intento è quello di valutare l’impatto su una popolazione italiana che diventa sempre più anziana. “Abbiamo ragionato molto sui tassi di mortalità e di morbosità riferiti al Covid ma abbiamo sempre sottovalutato i tassi di morbosità e di mortalità rispetto alle malattie respiratorie. Però sappiamo benissimo che nei due periodi dell’anno che stressano maggiormente una popolazione anziana – ovvero le ondate di freddo e quelle di calore – abbiamo i picchi massimi di mortalità dei nostri anziani”.
È necessario quindi mettere in pratica gli insegnamenti della pandemia, conferma il dottore, come l’igienizzazione delle mani, coprirsi la bocca mentre si starnutisce e si tossisce e ricordarsi che l’influenza riguarda tutti, anche se è pericolosa soprattutto per la parte più fragile della popolazione. “Li vogliamo mantenere in salute questi nostri anziani, perché sono parte della nostra storia e sono capaci di darci insegnamenti per il futuro”.
E il raffreddore? “Viene più facilmente con il freddo, ma è una malattia virale”, spiega Castelli Gattinara. “Se ci ‘raffreddiamo’ vuol dire che abbiamo preso un rinovirus o un adenovirus: un virus che dà quella sintomatologia caratteristica – lo scolo nasale, un po’ di tosse, magari qualche linea di febbre. Ma sono tutte infezioni causate da un rinovirus o un altro virus”. Le sindromi influenzali sono delle malattie molto simili, “con gli stessi sintomi più gravi, e complicanze potenzialmente importanti”. Ogni anno muoiono, in Italia, tra le 6 mila e le 8 mila persone per l’influenza: “Ecco perché dobbiamo proteggerci tutti: grandi e piccoli”.