41 migranti, fra cui una donna, sono stati soccorsi, mentre viaggiavano su un barchino di 7 metri, al largo di Lampedusa dalla motovedetta Cp319 dell Guardia costiera. I migranti hanno dichiarato di essere originari del Gambia, Mali, Senegal, Guinea e Costa d’Avorio e d’essere partiti da Sfax in Tunisia e d’aver pagato 2mila dinari a testa per la traversata. Approda pure la Sea Watch con 63 migranti in due barchini. A soccorrere le imbarcazioni, a bordo dei quali c’erano 24 persone (2 donne e 1 minore) e altre 39 (6 donne e 3 minori), sono state la nave Paolini della Guardia di finanza e la Ong Sea Watch. Gli arrivati sono tutti, originari di Tunisia e Siria, hanno dichiarato di essere salpati da Sfax e di aver pagato da 1000 a 4000 dinari tunisini. I due gruppi sono stati portati all’hotspot dove, al momento, ci sono 120 ospiti. Per la mattinata, la Prefettura di Agrigento, d’intesa con il Viminale, ha disposto il trasferimento di 80 persone con il traghetto di linea che giungerà in serata a Porto Empedocle.
Due sbarchi di migranti sull’isolotto di Lampione, nelle Pelagie, dove sono approdati in 43. I soccorsi sono stati effettuati da una motovedetta della Guardia di finanza. Sul primo mezzo erano in 38, fra cui 4 donne e 4 minori, originari di Benin, Burkina Faso, Siria e Sudan. Ai soccorritori hanno riferito di essere salpati da Sfax, in Tunisia. Tre di loro sono stati portati al Poliambulatorio di Lampedusa: uno per parestesia agli arti inferiori, uno per un trauma al petto e un altro per una ferita a una mano da medicare. Sei, inoltre, sono risultati essere affetti da scabbia e 12 sono ciechi.
Sul secondo barchino approdato erano, invece, appena in 5, fra cui due minori non accompagnati, originari della Tunisia. Situazione, comunque, sotto controllo all’hotspot di contrada Imbriacola dove ci sono, al momento, 89 ospiti a fronte di una capienza massima di poco meno di 400.
La Geo Barents, nave di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere, ha soccorso 38 persone in acque internazionali. I naufraghi si trovavano a bordo di un’imbarcazione in vetroresina in difficoltà. Tra loro vi è anche un minore non accompagnato. Lo rende noto la stessa Ong. La segnalazione era partita da Alarm Phone ed è stata condotta attraverso il supporto aereo di Sea Watch Italy.
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