Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse. L’avviso prevede dalle prime ore di oggi precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria, in estensione, dalle prime ore del mattino, su Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, possibili grandinate e forti raffiche di vento.
Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di oggi, mercoledì 14 giugno, allerta arancione su parte dell’Emilia-Romagna, allerta gialla sul resto della regione, su parte della Lombardia, sull’intero territorio di Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e su gran parte della Sicilia.
L’Agenzia Regionale di Protezione civile del Lazio ha emesso una nuova allerta gialla dal primo mattino di oggi, mercoledì 14 giugno 2023, e per le successive 24-36 ore. Si prevedono sul Lazio precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, possibili grandinate e forti raffiche di vento.
I Sindaci e le Prefetture del Lazio sono invitati ad effettuare la costante manutenzione delle opere di regimazione idraulica, la verifica di sottopassi, la bonifica di cunette e degli alvei minori, così da poter prevenire conseguenze ancor più gravi di quelle che, fisiologicamente, possano attendersi.
“Sull’Italia si sono abbattute più di 3 bombe d’ acqua, grandinate e trombe d’aria all’ora che hanno investito città e campagne con allagamenti, frane e danni”. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti su dati Eswd (European severe weather database), con 76 eventi estremi che si sono verificati in un solo giorno sulla Penisola dove è allerta arancione in Emilia Romagna e gialla in altre 12 regioni dal Nord al Sud Italia. “Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – a una evidente tendenza alla tropicalizzazione del clima con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo che si abbatte su un territorio fragile. Con il clima anomalo sale il conto dei danni alle coltivazioni agricole in una primavera segnata dal moltiplicarsi di eventi estremi con forti precipitazioni dopo un lungo periodo di siccità. A preoccupare sono gli effetti sulle coltivazioni con il grano in prossimità della raccolta, la frutta matura sugli alberi e il maltempo no stop che sta creando un ambiente favorevole alla diffusione della peronospora, una malattia fungina che può causare gravi danni alle viti e compromettere a capacità produttiva dei vigneti. Le bombe d’acqua hanno allagato le campagne dove è andato perso anche il foraggio per alimentare gli animali nelle stalle ma stanno ritardando anche le operazioni colturali come il trapianto delle piantine di pomodoro. Non è mancata la grandine che – continua la Coldiretti – è la più dannosa in questa fase stagionale per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni, mandando in fumo un intero anno di lavoro. La grandine – spiega la Coldiretti – colpisce i frutti in modo da provocarne la caduta o danneggiandoli in modo tale da impedirne la crescita o lasciando deformazioni tali da renderli non adatti alla commercializzazione. Un evento climatico avverso che si ripete sempre con maggiore frequenza con danni che lo scorso anno hanno raggiunto la cifra record di oltre mezzo miliardo di euro solo nelle aziende assicurate secondo l’Asnacodi. Tanta paura nelle aree della Romagna alluvionata dove – conclude la Coldiretti – sono andati perduti i raccolti di ortaggi, grano orzo, mais, girasole, colza e soia coperti dal fango ma si teme anche per la fertilità del terreno coperto dalla presenza di limo e sabbia in superficie”.
Rischio di ondate di caldo più forti e più lunghe nel Sud Europa e di inondazioni più frequenti ed estreme nel Nord. Sono le prospettive per la prossima estate che emergono da un nuovo data-set pubblicato dalla Agenzia europea dell’Ambiente. Nell’Europa meridionale, in particolare, potrebbero esserci più di 60 giorni durante i quali le condizioni meteo “sono pericolose per la salute umana“, si legge in una nota riassuntiva dell’Aea. Il sud dell’Europa, in particolare la penisola iberica, “sperimenterà un marcato aumento del numero di giorni con un elevato pericolo di incendio“, prosegue la nota.
Un inverno eccezionalmente secco, inoltre, “non fa ben sperare” per la siccità nella maggior parte dell’Europa meridionale e occidentale. Gli eventi con forti precipitazioni aumenteranno nella maggior parte dell’Europa, portando a una maggiore incidenza di inondazioni, specialmente nell’Europa nord-occidentale e centrale. Infine, l’Agenzia Ue avverte sui rischi di una diffusione maggiore di insetti che veicolano malattie, come la zanzara tigre che può trasmettere la dengue e per la quale l’Europa potrebbe diventare un hot-spot globale entro la fine del secolo, e la zanzara anofele, che trasmette la malaria.
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