Mentre Milano si appresta a dare il saluto finale a
Silvio Berlusconi con un imponente funerale di Stato, la morte improvvisa a 76 anni di Flavia Franzoni, moglie e compagna di vita di Romano Prodi, appare discreta, volutamente protetta dalla curiosità mediatica.
E non sembra un caso, visto che, pur essendo stata una donna con capacità e ruoli importanti, la Franzoni ha sempre fatto della sobrietà e della non ostentazione una regola di vita. Anche per uscire di ‘scena’ ha scelto un giorno in cui l’attenzione mediatica era tutta rivolta al ‘Cavaliere’, storico avversario politico di suo marito.
La personalità della Franzoni nel ricordo di chi gli era stato vicino
A definire meglio i contorni di una personalità forte e schiva, impegnata senza cercare la luce dei riflettori, sono la commozione e i messaggi di cordoglio che in queste ore arrivano dai tanti che l’hanno conosciuta e apprezzata, condividendo con lei, e inevitabilmente con il marito, un pezzo di strada.
“Romano non ha mai nascosto il suo ‘debito’ nei riguardi di Flavia, sottolineando quanto il confronto con lei sia stato determinante nell’indirizzare e sostenere il suo impegno pubblico e politico. Per parte sua Flavia, con la riservatezza e l’umiltà delle persone davvero grandi, ha sempre preferito stare un po’ in disparte, mettendo il suo sapere e le sue competenze anche al servizio del progetto umano e sociale di Romano. Ma che lei fosse una mente acuta e una persona di straordinaria sensibilità posso, anzi sento il dovere di testimoniarlo con forza, in questo momento di dolore”, è il ricordo di Luigi Ciotti, presidente Libera e Gruppo Abele.
“La mia amicizia con Flavia Franzoni e Romano Prodi risale agli anni Ottanta -dice ancora don Ciotti- e sin dal primo momento li ho sempre percepiti non come una semplice coppia ma come una comunione di affetti e di idee che, nel farsi progetto di vita, non ha mai disgiunto la cura per la famiglia, l’attenzione per i figli e poi per i nipoti, da quella per la più vasta comunità sociale, affinché a ogni essere umano fosse riconosciuto nella sua dignità e nei suoi diritti e, nel segno di una libertà responsabile, potesse contribuire al bene comune”.
“Flavia Franzoni Prodi era una persona sicura, solida e rasserenante per chiunque dovesse avere l’idea che il mestiere di economista è un mestiere di servizio sociale” e “dava una lettura dell’economia al servizio della comunità”, le dichiarazioni all’Ansa di Patrizio Bianchi, ex ministro dell’Istruzione, economista, professore emerito dell’Università di Ferrara.
“Io sono entrato nella casa del professor Prodi nel 1974 – ha ricordato Bianchi – Sono cresciuto come ricercatore e come persona avendo l’onore e la fortuna e il pregio di avere Romano come maestro. Chi conosceva Romano come maestro, sapeva che aveva anche come maestra Flavia”.
“Una coppia unita, bella, inossidabile, una famiglia che non imponeva a nessuno modelli di famiglia, ma testimoniava un modo bellissimo di essere coppia, di essere famiglia”, ha ricordato il presidente della commissione lavoro del Comune di Bologna, Roberto Fattori, del Pd. “È scomparsa mentre percorreva un sentiero francescano, lo spaccato di una vita trascorsa in cammino”, ha sottolineato. “Franzoni era una donna con capacità e ruoli importanti, che ha sempre fatto della sobrietà e della non ostentazione una regola di vita. Questa perdita ha colpito tutta la comunità”.
Flavia Franzoni con il marito Romano Prodi, 2019
Una vita insieme a Romano Prodi
Flavia Franzoni, per Romano Prodi non è stata solo una moglie, madre dei suoi figli e nonna dei suoi sei nipoti, ma anche una fidatissima, a volte molto critica, consigliera.
Una vita trascorsa ‘Insieme’, che non a caso scelsero come titolo per la loro biografia di coppia.
Uniti fino all’ultimo momento, quando, mentre si trovavano in viaggio con alcuni amici, tra cui l’ex ministro Arturo Parisi, su un sentiero francescano in Umbria, Flavia è caduta all’improvviso, forse a causa di un malore, in una zona piuttosto impervia.
Per il recupero della salma è intervenuto anche il soccorso alpino.
Reggiana come il marito, insegnava ‘Metodi e tecniche dei servizi sociali’ all’Università di Bologna. Ma nel corso degli anni si è vista spesso al fianco di Prodi, sia in circostanze ufficiali, sia in immagini di vita familiare, come la immancabile passeggiata della domenica mattina sotto i portici di Bologna per andare a messa.
Cattolica sociale, sorridente ed estroversa, i suoi studenti la soprannominarono ‘Google’ per l’inesauribile memoria sui temi di suo interesse. Ma mai disposta a mettere da parte le sue idee, anche con il marito. Quando era presidente del consiglio gli tirò le orecchie, pubblicamente, sia sulla riforma delle pensioni, sia sulla scarsa presenza femminile nel suo esecutivo.
Con Romano Prodi hanno cominciato a frequentarsi da giovani, in Azione Cattolica. Si sono sposati il 31 maggio 1969, in un rito celebrato dal cardinale Camillo Ruini. Da allora, ogni anno, in occasione dell’anniversario le è arrivato un mazzo di rose rosse.
Un bivio nella loro vita ‘Insieme’, anche per Flavia Franzoni è stato il 19 aprile 2013, quando il centrosinistra candidò suo marito alla presidenza della Repubblica. Venne però bocciato dalla celeberrima vicenda dei 101.
Lui si trovava in Africa per conto dell’Onu, mentre lei era rimasta a Bologna a gestire, con sorridente discrezione, l’assedio mediatico. Accolse poi, al suo ritorno dall’Africa, un marito che aveva bisogno sia di un abbraccio, sia di un confronto con la persona di cui si fidava di più al mondo. Per come erano andate le cose avrebbero avuto più tempo da dedicare ai figli, ai nipoti e ai loro interessi. Se le cose fossero andate diversamente, l’Italia avrebbe avuto una first lady colta, empatica e che amava stare insieme alle persone.
Il cardinale Zuppi nella Chiesa dei Monfortani
I funerali venerdì con il cardinale Matteo Zuppi
Sarà il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, a celebrare i funerali di Flavia Franzoni, scomparsa ieri all’età di 76 anni.
Le esequie della docente universitaria e moglie dell’ex premier Romano Prodi sono previste dopodomani, venerdì 16 giugno, nella chiesa di San Giovanni in Monte a Bologna. La funzione sarà preceduta da una camera ardente in parrocchia. Oggi invece alle 18.30 alla parrocchia di Sant’Andrea della Barca è stata organizzata una veglia di preghiera.