L’anno scorso, sfidando l’età, l’autore della Trilogia della Frontiera era tornato a scrivere dopo una lunga pausa: Il Passeggero e Stella Maris, usciti negli Usa a due mesi di distanza, erano due romanzi dalla trama intrecciata che si distaccava tematicamente e stilisticamente dall’opera precedente dello scrittore per raccontare la storia dell’amore ossessivo di Bobby e Alicia Western, due fratelli tormentati dalla legacy del padre, un fisico che aveva contribuito a realizzare la bomba atomica. La maggior parte dei libri di McCarthy, di cui recentemente si era parlato come in odore di Nobel, erano ambientati nel Sud e nel Sud Ovest degli Stati Uniti. Molti sono stati adattati da Hollywood: oltre a Non è un paese per vecchi, La Strada è stato portato al cinema da John Hillcoat con Viggo Mortensen e Kodi Smit-McPhee mentre Cavalli Selvaggi – il suo primo bestseller – da Billy Bob Thornton con Matt Damon e Penélope Cruz (in Italia è uscito col titolo Passione Ribelle).
Attivo nella comunità di Santa Fe, lo scrittore non frequentava il mondo letterario e mondano e in questo senso e’ stato definito uno degli ‘invisibili’ della letteratura Usa assieme a J. D. Salinger e Thomas Pynchon. Il critico Harold Bloom lo teneva in altissima stima: a suo avviso McCarthy faceva parte dei ‘magnifici quattro’ della narrativa contemporanea a stelle e strisce accanto a Pynchon, Don DeLillo e Philip Roth. L’uscita dei due romanzi l’anno scorso aveva chiuso un lungo periodo di silenzio da parte dello scrittore, i cui 10 libri precedenti erano usciti con regolarità a partire dal primo, “Il Guardiano del Frutteto”, pubblicato nel 1965. Nell’interregno degli ultimi anni McCarthy si era invece limitato alla sceneggiatura di The Counselor di Ridley Scott del 2013.