Questa mattina solo sulla capitale ucraina sono stati lanciati 12 missili, secondo le autorità ucraine: ben 6 ipersonici Kinzhal e 6 cruise Kalibr, forse partiti dalla flotta russa del Mar Nero, tutti abbattuti come anche due droni da ricognizione. Ma gli abitanti del vecchio quartiere storico di Podil hanno subito lo shock di uno dei vettori lanciati da Mosca esploso sopra alle loro teste, fortunatamente senza conseguenze.
Nelle campagne vicino a Kiev, invece, almeno 7 persone sono rimaste ferite mentre la città alluvionata Kherson ha contato 23 feriti, fra cui 3 bambini.
La delegazione di leader africani – composta da Zambia, Senegal, Repubblica del Congo, Uganda e dal primo ministro dell’Egitto, guidata dal presidente sudafricano Cyril Ramaphosa – è attesa domani anche alla conferenza economica di San Pietroburgo, dove farà gli onori di casa Vladimir Putin. La visita in Ucraina è iniziata stamani con una tappa a Bucha, con un omaggio alla fossa comune delle persone uccise dai russi nelle prime fasi della guerra. Ramaphosa è arrivato in treno dopo aver rinunciato alla sua scorta personale, bloccata in Polonia dalle autorità di Varsavia che non hanno autorizzato le loro armi.
Appena arrivata a Kiev, la delegazione è stata costretta a ripararsi nel rifugio aereo di un albergo prima degli incontri. “I missili sono un messaggio all’Africa” da parte di Putin che “la Russia vuole più guerra, non la pace”, secondo il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, a cui ha fatto eco la Commissione Uea: “E’ un bene che i leader africani siano andati a Kiev”, e i missili di Putin “credo abbiano reso loro chiaro chi sia l’aggressore”, ha detto un portavoce.
Il presidente sudafricano, nella conferenza stampa congiunta con Zelensky, ha detto che “deve esserci una de-escalation da entrambe le parti”. “È ovvio che la cessazione del terrore russo e il loro ritiro totale dal territorio dell’Ucraina è ciò che può fermare questa guerra. L’Ucraina e il mondo non hanno bisogno di conflitti congelati”, gli ha risposto Zelensky, ribadendo le condizioni che ripete come una litania perché possa avere luogo qualsiasi trattativa
La missione di pace africana nasce dall’iniziativa lanciata circa un mese fa da Ramaphosa, che ha raccolto l’adesione di cinque Paesi per una delegazione di Paesi che, tranne l’Egitto e lo Zambia, lo scorso anno all’Onu si astennero sulla mozione di condanna dell’invasione russa. Il leader del Sudafrica – Paese che come gli altri Paesi membri di Brics è stato finora piuttosto tiepido sull’invasione russa dell’Ucraina – ha assicurato di aver ricevuto preventivamente luce verde tanto da Zelensky che da Putin. I contenuti della missione di pace non sono stati resi ufficialmente, ma secondo l’agenzia Reuters, si chiede il ritiro delle truppe russe dall’Ucraina, il ritiro delle armi nucleari russe dalla Bielorussia, la sospensione del mandato di arresto a Putin da parte della Corte penale internazionale, l’alleggerimento delle sanzioni contro Mosca e – la cosa che più interessa all’Africa, afflitta da una grave crisi alimentare – un “accordo incondizionato su cereali e fertilizzanti”.
Intanto alimenta tensione fra i russi il video, che ha fatto il giro del mondo, che mostra un gruppo di soldati dell’Armata, calcolato in circa 100 uomini, che secondo blogger militari viene colpito e apparentemente sterminato da un missile di precisione di fabbricazione americana Himars mentre si trova su dei camion militari esposti al tiro nemico in una zona di foreste vicino a Kreminna, nel Lugansk, a una decina di chilometri dal fronte. Aspettavano inerti da oltre due ore l’arrivo di un generale che avrebbe dovuto impartire loro un discorso motivazionale: un incidente del quale probabilmente qualche generale dovrà rispondere al Cremlino e che diversi blogger e commentatori militari russi, secondo Ukrinform, commentano come l’ennesima “idiozia” di un comando militare incapace.