(ANSA) – ANCONA, 15 GIU – “Ci sono sette casi medici” tra i
38 naufraghi trasportati ad Ancona dalla nave umanitaria Geo
Barents di Medici senza frontiere e alcune persone “verranno
portate in ospedale”. Lo riferisce Riccardo Gatti, responsabile
della gestione del soccorso in mare a bordo della nave che
lascerà Ancona tra stasera e domani. “38 persone sono un numero
piccolo – afferma – per le tante miglia che abbiamo percorso,
evidentemente avremmo potuto sbarcarle con nostri gommoni in
qualsiasi altro porto”; “dall’inizio delle nostre operazioni, da
metà del 2021 con questa nave abbiamo soccorso più di 7mila
persone nel Mediterraneo”.
I naufraghi sulla Geo Barents, tra cui un minore, che
verranno accolti in strutture marchigiani, dice il capomissione
Msf, “erano giorni in navigazione da circa due giorni, quasi 40
su una barchetta che faceva venire la pelle d’oca”. “Ancora una
volta assegnato un porto lontano come destinazione? Non ce lo
spieghiamo, a questo dovrebbe rispondere chi prende queste
decisioni, – risponde Gatti – Ribadiamo che violano le
convenzioni, le norme a livello internazionale e di regolamenti
europei. Quello che sta succedendo è che purtroppo la
conseguenza dei porti così lontani vuol dire la mancanza di
presenza degli assetti di soccorso, come la Geo Barents nelle
zone dove avvengono i soccorsi – e se questi soccorsi non ci
sono, avvengono i naufragi”.
Sull’ultimo naufragio in Grecia, spiega, “quella non è una
zona che pattugliamo: c’è chi porta a termine i soccorsi che è
la guardia costiera greca. Noi operiamo dove non c’è nessuna
guardia costiera”. “C’è un assetto militare, la guardia costiera
Libica. – prosegue – che è stato dimostrato che non solo non
porta a termine soccorsi, ma quello che mette in atto sono dei
respingimenti, perché le persone vengono riportate in un luogo
che non è sicuro qual è la Libia”. (ANSA).