Di Pietro, che è indagato per omicidio stradale e lesioni, fa parte del gruppo TheBorderline autore di sfide da postare poi online. Dopo l’incidente le forze dell’ordine avevano acquisito i telefoni anche delle altre persone, tre ragazzi e una ragazza, che erano a bordo della Lamborghini. In queste ore, intanto, la polizia giudiziaria sta effettuando una serie di audizioni di testimoni, tra cui anche appartenenti al collettivo. Nei prossimi giorni verrà ascoltata anche la mamma del piccolo che era con lui a bordo della Smart travolta dal Suv.
Il collettivo ha 600mila follower, ‘ci piace farci divertire’ (ANSA)
Influencer difende gli amici Borderline: ‘Un tragico incidente, stategli vicino‘ – “Quello che è successo ai nostri amici è un tragico incidente. Ancora non si conoscono le dinamiche ma vi chiediamo se possibile di non scagliarvi contro di loro ma piuttosto di esseregli vicini senza aggravare con brutte parole la situazione morale che sicuramente è già pesantissima”. Così in una storia sulla pagina Instagram, l’influencer Pirlasv, pubblicando una foto con il collega YouTuber dei Borderline, indagato per l’incidente di Casal Palocco a Roma, in cui è morto il bimbo di 5 anni Manuel Proietti. In un’altra storia l’influencer – che conta su Instagram 239 mila follower, e che su YouTube ha 1,38 milioni iscritti – esprime il suo cordoglio e “vicinanza ai familiari della vittima”. In realtà non è l’unico a difendere Matteo Di Pietro. Oltre agli insulti, infatti, molti sotto l’ultimo post dell’indagato, hanno cercato di difenderlo: “tanti che commentano non hanno capito che prima si devono capire bene le dinamiche dell’incidente o no? Il video è stato messo comunque a spezzoni e dell’incidente non c’è traccia quindi prima di giudicare” e insultare “informatevi bene”, scrive un ragazzo, mentre un altro utente precisa: “Non riesco a comprendere tutta questa rabbia nei loro confronti non penso che loro volessero ammazzare la povera anima”.
Moige: ‘Chiudere subito tutti i canali social di TheBorderline’ – Chiudere immediatamente i canali di TheBorderline da tutti i social e non limitarsi a renderli privati. Questa è la posizione del Moige, il movimento italiano genitori, che ha già presentato formale richiesta a seguito del tragico incidente avvenuto a Roma, provocato da un gruppo di youtuber che erano intenti a filmarsi mentre guidavano a bordo di un’auto di alta cilindrata per 50 ore consecutive. “In pochi minuti sono state distrutte le vite di molte famiglie, quella coinvolta nell’incidente, ma anche quelle dei ragazzi a bordo dell’auto che pensavano di fare una bravata che avrebbe portato molti follower ai loro canali”, commenta Antonio Affinita, direttore generale del Moige. “C’è bisogno di una maggiore educazione civica e stradale, a partire dalle scuole, ma c’è un altro elemento che non possiamo ignorare: ancora una volta, dai social è partita una challange mortale, che è costata una vita umana”. Da qui la richiesta formale dell’associazione Moige, chiudere i canali del gruppo di youtuber: “Si tratta di contenuti pericolosi, che spingono altri giovani all’emulazione. I social media possono essere veicolo di valori, intrattenimento e conoscenza, ma anche una rischiosa cassa di risonanza per contenuti di questo tipo, che condizionano in modo profondamente negativo i ragazzi, in un’età in cui si è facilmente influenzabili. E’ necessario premiare chi veicola valori etici e sani principi, anziché chi veicola messaggi potenzialmente dannosi”, conclude Affinita.