A tutti ha riservato un sorriso, una parola, un abbraccio. Affettuoso è stato anche il ricordo dell’arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, che nella sua omelia ha sottolineato “il legame tra Flavia a Romano, dove si confonde la metà dell’uno alla metà dell’altro”. Flavia “mite lo è sempre stata – ha continuato Zuppi – con quel radicalismo dolce che era la sua fermezza e che la coinvolgeva intimamente alle vicende dei suoi e del suo prossimo”. Aveva scelto di “vedere il mondo a partire dai poveri” e studiare “una branca della sociologia vicina alla marginalità, che per certi versi verifica e corregge le decisioni anche degli effetti degli economisti”. Riflessioni condivise anche dalla ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, che di Flavia Frazoni Prodi ha valorizzato non solo la figura pubblica ma anche “l’amica di famiglia” e “la vicina di casa”. “Sono venuta a salutarla, a portare il mio cordoglio a Romano Prodi. Comprendo il vuoto perché Flavia è stata la sua vera compagna di una vita”.
Presente per il governo, anche il viceministro alle Infrastrutture, Galeazzo Bignami, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi hanno inviato corone di fiori. Nei primi banchi si sono seduti anche la segretaria del Pd Elly Schlein, gli ex premier Enrico Letta, Mario Draghi e Mario Monti, Massimo D’Alema, e poi Pierluigi Bersani, Piero Fassino, oltre ad Arturo Parisi, Pierferdinando Casini e tanti altri politici. Tanti anche i volti dell’economia, tra cui l’ex presidente di Confindustria Luigi Abete, i banchieri Giovanni Bazoli e Alessandro Profumo, e della cultura, come Gianni Morandi e l’attore Alessandro Bergonzoni. La cerimonia, officiata dal cardinale – insieme ad altri sacerdoti tra cui il nipote Matteo Prodi, il fondatore di Libera don Luigi Ciotti, il ‘prete dei poveri’ don Giovanni Nicolini – è stata improntata alla semplicità. I figli Giorgio e Antonio e i nipoti hanno ricordato la dimensione familiare di Flavia e la sociologa Marisa Anconelli, sua storica collaboratrice all’Iress, ha intonato l’Ave Verum Corpus e l’Antiphona in Paradisum, brani molto amati dalla moglie del professore. Unico accenno all’attualità è stata una preghiera per i 600 migranti naufragati al largo della Grecia. A conclusione della cerimonia, un lungo applauso sul sagrato della chiesa di San Giovanni in Monte.
Aveva 76 anni. E’ deceduta in Umbria su un sentiero francescano tra Gubbio e Assisi mentre era con il marito e alcuni amici. Profondo cordoglio è stato espresso dal presidente Mattarella, dal premier Meloni e dal mondo politico. L’ex premier: ‘Enorme dolore’. Il cardinale Zuppi presiederà i funerali venerdì (ANSA)