Il ministro degli esteri cinesi andrà a Washington. Segnali di disgelo ma non su Taiwan (ANSA)
Fin qui tutto bene, con i due leader che hanno rappresentato un’apparente normalizzazione delle relazioni nello spirito del G20 di Bali, quando Biden e Xi assicurarono un maggior dialogo tra Washington e Pechino. Da quanto però hanno riferito funzionari del dipartimento di Stato americano sulla conversazione a porte chiuse, i nodi rimasti irrisolti sono molti. Innanzitutto la guerra in Ucraina. Secondo Blinken gli Stati Uniti, e altri Paesi, avrebbero avuto rassicurazioni dalla Cina che “non sta fornendo e non fornirà” armi alla Russia. Tuttavia Xi non ha affatto condannato l’amico Vladimir Putin per l’invasione e resta il rischio che gli equipaggiamenti militari possano arrivare alle forze di Mosca da aziende private cinesi. Quindi il tema di Taiwan. La Cina non si è mossa di un millimetro dalla posizione ufficiale che non c’è spazio per “compromessi o concessioni”. Il segretario di Stato americano da parte sua non si è limitato a ribadire che Washington continua a sostenere la politica dell’Unica Cina ma ha dichiarato esplicitamente che non “sostiene l’indipendenza dell’isola”, né cambiamenti “unilaterali dello status quo”. Tuttavia ha avvertito Pechino che gli Stati Uniti monitorano da vicino le sue “azioni provocatorie nello Stretto” e ne sono preoccupati. Uno degli obiettivi della missione di Blinken era riavviare la comunicazione diretta tra i due eserciti, anche alla luce degli scontri sfiorati tra jet e navi militari nello Stretto di Taiwan e sopra il Mar cinese meridionale. Una proposta che la Cina ha però respinto al mittente, adducendo le sanzioni americane come ostacolo alla riapertura del dialogo tra le forze armate. Poco si è mosso anche sul fronte del commercio e delle violazioni dei diritti umani nello Xinjang, in Tibet e a Hong Kong. “Non si può risolvere tutto durante una sola visita, un solo viaggio, una sola conversazione. I progressi sono difficili, richiedono tempo”, ha chiarito Blinken che, in questa due giorni, ha incontrato anche il ministro degli Esteri cinese Qin Gang e il capo della diplomazia del Partito comunista cinese, il potente Wang Yi. A Washington si auspica che la missione del segretario abbia aperto la strada ad altre visite strategiche nei prossimi mesi, come quella della segretaria al Tesoro Janet Yellen e la segretaria al Commercio Gina Raimondo. Con l’ambizione di pianificare entro la fine dell’anno un nuovo summit tra Biden e Xi.