“Se accendono le stelle, vuol dire che c’è un motivo, giusto? Possiamo solo dire che ci sarà una continuazione”. Così Andrii Yusov, un portavoce della direzione
principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, ha commentato l’attacco al ponte Chongar che collega la Crimea al resto dell’Ucraina, per il quale Mosca accusa Kiev.
Le sue parole sono una parafrasi dell’inizio di una nota opera del poeta russo Vladimir Mayakovskyi (“Se accendono le stellevuole dire che qualcuno ha bisogno di loro/vuol dire che qualcuno vuole che ci siano”). L’agenzia statale russa Ria-Novosti ha citato un rappresentante anonimo del comitato investigativo russo secondo cui le informazioni preliminari indicano che sono stati lanciati quattro missili sul ponte e che i resti di uno di essi mostrano segni di fabbricazione francese.
Per il “completo ripristino” del ponte Chongar “ci vorranno alcune settimane, poiché dobbiamo ordinare i materiali appropriati”: lo ha detto l’assessore ai Trasporti del governo filorusso della Crimea, Nikolai Lukashenko, ripreso dalla Tass. Secondo le autorità russe, il ponte sarebbe stato colpito in un bombardamento. Il governatore filorusso della regione ucraina di Kherson, in parte occupata dalle truppe russe, Vladimir Saldo, ha invece affermato che “il traffico regolare sarà ripristinato in alcuni giorni”.
D’altra parte , le truppe russe hanno attaccato ieri sera la città di Pokrovsk nell’oblast ucraino di Donetsk ferendo quattro persone tra cui un bambino, ha dichiarato il capo dell’amministrazione militare della città Serhii Dobriak ai media locali. “Quattro persone hanno riportato ferite lievi, tra cui un bambino nato nel 2011”, ha detto Dobriak. L’attacco potrebbe essere stato effettuato con missili da crociera, ha aggiunto.