La riduzione d’incidenza legata ai benefici della vaccinazione anti Hpv, affermano gli oncologi, richiederà infatti decenni e solo dopo il 2060 si assisterà a una diminuzione. Oggi i clinici hanno comunque a disposizione diverse opzioni efficaci per controllare le neoplasie della testa e del collo. In circa il 40% dei pazienti che ricevono la diagnosi in fase avanzata, l’immunoterapia consente di ottenere una sopravvivenza a lungo termine. E, grazie ai progressi della chirurgia robotica, è possibile evitare gli interventi mutilanti e tutelare la qualità di vita. In Italia, avverte il presidente del Congresso Giuseppe Spriano, responsabile dell’Otorinolaringoiatria all’Irccs Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, “il 40% di questi casi è riconducibile all’infezione da Hpv. Da qui l’importanza della vaccinazione, in grado di eliminare i carcinomi Hpv correlati. L’immunizzazione è offerta gratuitamente dal Ssn dal 2008 a ragazze e ragazzi dagli 11 anni. Ma se consideriamo tutti i tumori della testa e del collo, oltre il 70% è causato da fumo e alcol, e quando la malattia è individuata in fase precoce, le possibilità di guarigione variano dal 75% al 100%”.
Troppo spesso, però, le diagnosi avvengono in stadio avanzato, soprattutto per una sottovalutazione dei sintomi, ad esempio bruciore o lesioni nel cavo orale, mal di gola, dolore alla lingua, abbassamento della voce, deglutizione dolorosa o gonfiore al collo. In presenza di uno di questi segnali, che persiste per più di tre settimane, afferma Spriano, “è importante sottoporsi a una visita otorinolaringoiatrica”. Al congresso sono presentati anche gli avanzamenti delle terapie, dalla chirurgia robotica alla radioterapia, oggi sempre più personalizzata, all’adroterapia che utilizza radiazioni diverse da quelle tradizionali e dotate di altissima precisione.