La difesa della sanità è una delle battaglie comuni di Pd e M5s. Poi c’è quella sul salario minimo, con le due forze che in Parlamento stanno lavorando per convergere su una proposta comune. “Credo che ci sia un’opportunità adesso nel Paese, Conte è qua ed è un fatto positivo – ha sottolineato il governatore dell’Emilia Romagna e presidente del Pd, Stefano Bonaccini, in piazza con la Cgil -. Non dobbiamo ora immaginare quale sarà lo schieramento che si opporrà alla destra la prossima volta, non è domattina che dobbiamo configurare il centrosinistra, ma ci sono alcuni temi su cui già si può immaginare una battaglia politica che può mettere insieme tutte le opposizioni. Conte e Calenda criticano entrambi i tagli del governo alla sanità pubblica. Credo che nelle prossime settimane si possa provare a mettere insieme e un fronte compatto”.
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Tendendo un orecchio all’ala del Pd che lo ha sostenuto al congresso, Bonaccini punta a un campo largo che tenga dentro anche il Terzo polo. Ma se, da sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Verdi-Si condividono molte delle iniziative di Pd e M5s, al centro Azione e Iv mantengono le distanze. Al corteo della Cgil non c’erano: “Continuiamo a credere – ha detto nei giorni scorsi Calenda – che la situazione di emergenza in cui versa il sistema sanitario nazionale non si possa risolvere da soli o nelle piazze”. E anche in Molise il Terzo polo segue una strada sua: sostiene il candidato di centrodestra, Francesco Roberti, contro quello appoggiato da Pd e M5s, Roberto Gravina. In Parlamento, le azioni comuni sulle battaglie condivise – lavoro, sanità, scuola.. – procedono a passi lenti. Anche se adesso c’è una richiesta (quasi) corale alla ministra del turismo Daniela Santanché di chiarire quanto sta emergendo sulla gestione delle sue società.
“La critica fortissima che si fa al governo per i tagli che sta facendo e farà sulla sanità pubblica unisce Terzo polo M5s, Sinistra italiana, Verdi e Pd – ha ricordato Bonaccini – Troviamo due cose su cui possiamo cominciare a strutturare una battaglia politica per parlare al Paese e non fra di noi”. Ma le divisioni nelle Aule non mancano, come i voti discordanti sull’invio di armi in Ucraina e sul Mes, con il M5s che si è astenuto in commissione, mentre Pd e Iv hanno detto “sì” alla ratifica. “Ci sono dei temi che non ci vedono pienamente convergenti – ha detto Conte – questo è evidente ed è inutile ribadirlo ogni volta, ma il nostro è un percorso di dialogo, non siamo in dirittura finale di arrivo, ma continueremo con grande responsabilità, e lealtà, mantenendo alta l’asticella”.