(ANSA) – BELGRADO, 24 GIU – Belgrado ha accusato la dirigenza
di Pristina di aver creato ad arte la scoperta ieri sera di
un’auto carica di armi ed esplosivi nel nord del Kosovo per
attribuire ai serbi locali un progetto di attentato terroristico
e giustificare l’azione repressiva della polizia kosovara con
l’arresto di altri serbi.
Parlando stamane in una conferenza stampa, il capo
dell’Ufficio governativo serbo per il Kosovo, Petar Petkovic, si
è riferito a quanto avvenuto ieri sera a Zvecan, dove è stata
condotta una vasta operazione di polizia nel corso della quale,
come riferito dal ministro dell’interno kosovaro Xhelal Svecla,
è stata trovata a poca distanza dal locale municipio una vettura
con targa serba una vettura carica di armi e munizioni. Per
Petkovic si è trattato di una azione ben preparata in anticipo,
e della quale i servizi segreti serbi avevano già avuto sentore.
A suo dire, è in atto una generale “guerra di informazione” da
parte del premier kosovaro Albin Kurti e del suo ministro
dell’interno Svecla, con l’obiettivo di danneggiare la Serbia e
i serbi del Kosovo, distruggendo qualsiasi residua possibilità
di proseguire il dialogo verso una normalizzazione dei rapporti.
E ciò, ha osservato Petkovic, è avvenuto all’indomani degli
incontri di Bruxelles con i mediatori europei, e dopo le
dichiarazioni di Josep Borrell che si è detto “molto allarmato”
dalla situazione nel nord del Kosovo.
“Non riuscirete a distruggere la Serbia, le vostre menzogne
non avranno successo”, ha detto Petkovic. Abbiamo a che fare con
una persona che “non sta bene con la testa”, ha aggiunto con
riferimento al premier kosovaro Kurti. (ANSA).