“Mi rivolgo ai cittadini russi, agli eroi che combattono al fronte, mi rivolgo anche a coloro che con inganno e minacce sono stati coinvolti in questa avventura criminale”, ha detto Putin, “chiedo di smettere queste azioni criminali”.
E poi la minaccia: “Le persone che adesso combattono sul fronte hanno ricevuto questa pugnalata alle spalle.Tutti coloro che hanno scelto la via del tradimento saranno puniti e saranno ritenuti responsabili. Le forze armate hanno ricevuto gli ordini necessari”. E’ la reazione al blitz del fondatore del gruppo mercenario partito nella notte, con i blindati e militari Wagner che arrivano a Rostov sul Don, in territorio russo.
“Sono 25 mila gli uomini pronti a morire per il popolo russo”. Con un messaggio audio diffuso su Telegram Yevgeny Prigozhin aveva confermato nella notte quello che, prima o poi, secondo diversi analisti, si sarebbe verificato: la rivolta della milizia Wagner contro l’esercito moscovita.
Il generale dell’esercito Vladimir Alekseev, primo vice capo del Gru – l’intelligence militare russa – ha subito definito gli attacchi “un colpo di stato“, “una pugnalata alle spalle del paese e del presidente”. “Solo il presidente – ha detto il generale rivolgendosi ai Wagner – può nominare il più alto personale di comando delle forze armate e tu stai cercando di invadere il suo potere. Questo è un colpo di stato – riporta l’agenzia Ria Novosti – Vi chiedo di cambiare idea, non è necessario che lo facciate ora perché ora è impossibile pensare a un colpo più grande per l’immagine della Russia e delle sue forze armate”.
Secondo quanto riportato dalla Cnn, già dai primi di gennaio gli 007 Usa riferivano notizie di un possibile scontro interno tra il gruppo paramilitare russo e il Cremlino. L’escalation preconizzata dai funzionari statunitensi sta arrivando così al proprio culmine.
All’inizio di quest’anno un alto rappresentante della Casa Bianca aveva rivelato, infatti, come la Wagner stesse diventando un “centro di potere rivale nei confronti dell’esercito russo e di altri militari russi”. Già a quel tempo, dice la fonte, Prigozhin stava portando avanti i propri interessi in Ucraina, invece di seguire le direttive del Cremlino.
Ed è dell’1 di questa notte, ora italiana, l’annuncio ufficiale da parte dei ribelli: “Siamo a Rostov, andremo fino in fondo”. Prigozhin sostiene che i suoi uomini hanno attraversato il confine tra l’Ucraina e la Russia e si troverebbero a poco più di mille chilometri da Mosca. In risposta alle sollecitazioni delle autorità russe agli uomini di Wagner di ritornare nelle proprie caserme, il leader del gruppo mercenario replica che lui e i suoi uomini sono pronti ad andare fino in fondo e a distruggere chiunque proverà a fermarli.
E la capitale, intanto, si prepara. Il sindaco Sergei Sobyanin ha annunciato che in città sono in corso “misure antiterrorismo” volte a rafforzare le misure di sicurezza: controlli aggiuntivi sulle strade, possibili limitazioni agli eventi pubblici. Nella notte lungo le strade sono stati visti e filmati veicoli blindati. Secondo i media ufficiali, le truppe antisommossa OMON sono in stato di allerta a Mosca, “le autorità statali e le strutture di trasporto sono state prese sotto state poste sotto innalzata protezione”. Simili dichiarazioni sono arrivate dal capo della regione di Mosca Andrey Vorobyov.
Gli appelli arrivano anche dai generali del Ministero della Difesa. Sergei Surovikin, considerato il più stretto alleato di Prigozhin nel ministero della Difesa russo, si è rivolto ai combattenti della Wagner PMC attraverso il canale Telegram del comandante militare VGTRK Andrey Rudenko suggerendo che i “Wagneriti” “fermino le colonne” e tornino ai “luoghi di schieramento permanente”, oltre a obbedire al “comandante supremo”, cioè Vladimir Putin .
Di contro, l’oppositore russo e uomo d’affari in esilio Mikhail Khodorkovsky chiede di aiutare il leader del gruppo Wagner nella ribellione contro l’esercito russo, per combattere il regime di Vladimir Putin. “Sì, anche il diavolo dovrebbe aiutarlo se decidesse di andare contro questo regime! (…) Se questo bandito (Prigozhin, ndr) vuole disturbare (Putin), non è il momento di fare , ora dobbiamo aiutare”, ha scritto su Telegram. ufficio/ronjine) vuole disturbare l’altro (il signor Putin, ndr), non è il momento di storcere il naso, ora dobbiamo aiutare”, ha scritto su Telegram.
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