Le elezioni parlamentari tenutesi ieri in Grecia hanno fatto registrare un tasso di astensione record, il più alto tasso mai registrato dal ritorno della democrazia nel Paese dopo la fine della dittatura nel 1974. Lo riporta il sito di Kathimerini. L’affluenza è stata del 52%.
“Da oggi inizia un nuovo ciclo di duro lavoro per ogni cittadino e cittadina della Grecia”. Lo ha dichiarato il segretario di Nea Dimokratia, Kyriakos Mitsotakis, dopo avere ricevuto dalla presidente della Repubblica Katerina Sakellaropoulou, nel palazzo presidenziale, il mandato a formare un nuovo governo dopo la netta vittoria alle elezioni di ieri. “I cittadini greci hanno il diritto di rivendicare un futuro migliore”, ha dichiarato Mitsotakis, e ha fatto riferimento ai “grandi cambiamenti e alle grandi riforme” a cui punta il nuovo governo.
I risultati delle elezioni tenute ieri in Grecia per eleggere il Parlamento vedono, con il 99,62% dei voti scrutinati, il Partito Nea Dimokratia al 40,52% dei voti e 158 seggi (su 300) e il partito di sinistra Syriza guidato da Alexis Tsipras al 17,84% e 48 seggi: lo riporta il sito di Kathimerini, secondo cui l’affluenza è stata del 52,83%.
Seguono i socialisti del Pasok con l’11,85% dei voti e 32 scranni, i comunisti del Kke con il 7,69% delle preferenze e 20 seggi e il partito Spartiates (Spartani) che ha superato la soglia di sbarramento ottenendo il 4,64% e 12 seggi.
La formazione di estrema destra nota per le sue posizioni anti-migranti, Soluzione Greca, registra il 4,48% (rispetto al 3,7% del 2019) e 12 seggi. Superano per la prima volta la soglia di sbarramento anche il partito Niki (Vittoria), con il 3,69% e 10 seggi e il Partito Rotta di Libertà di ispirazione antisistema con il 3,17% dei voti e otto seggi.