Santanché, insomma, darà la sua versione dei fatti senza poter essere incalzata dai senatori. Di tutt’altro parere il capogruppo del Partito Democratico Francesco Boccia, che invita la ministra a “chiarimenti su tutti i punti controversi”, non solo in riferimento “a inchieste giornalistiche ma a una serie di fatti inoppugnabili relativi a bilanci pubblici di imprese”. “Per questa ragione – aggiunge Boccia – avevamo proposto gli strumenti di sindacato ispettivo”. La ministra, però, non sarà sottoposta alle “domande molto puntuali” dell’interrogazione chiesta dal PD. L’ipotesi dell’opposizione, precisa Ciriani, è rigettata proprio per evitare un “tiro al bersaglio”. Sulla disputa tutta parlamentare interviene anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che sottolinea come l’informativa “non costituisce un precedente”. E difende la libera scelta di Santanchè di riferire in Aula. È “un’eccezione dovuta alla disponibilità della ministra”, puntualizza Ciriani. Mentre ministri e senatori si stringono nella difesa della collega di partito, arrivano nuovi sviluppi sulla vicenda giudiziaria da Milano. Dove spunta una consulenza acquisita dagli inquirenti nell’inchiesta per falso in bilancio e bancarotta, che vede tra gli indagati la ministra del Turismo. Secondo quanto scritto da Nicola Pecchiari, docente alla Bocconi, in una relazione depositata il 2 maggio scorso ai pm, Daniela Santanchè si sarebbe impegnata, nei tentativi di risanamento della galassia societaria Visibilia da lei fondata, con “versamenti” per aumenti di capitale e “garanzie” sui debiti per una cifra superiore ai 3,6 milioni di euro. Ma “non sono tuttavia disponibili – si legge – informazioni patrimoniali specifiche per poter verificare la capienza” economica “in termine di soddisfazione degli impegni presi”.