Il generale russo Sergei Surovikin è sotto interrogatorio da diversi giorni a seguito dell’ammutinamento del Gruppo Wagner, ma non sarebbe in prigione. Lo riporta Bloomberg citando proprie fonti, secondo le quali Surovikin sarebbe comunque trattenuto in un luogo non precisato, dove gli starebbero chiedendo dei legami con la Wagner e con Yevgeny Prigozhin. Per il media investigativo russo IStories invece, Surovikin sarebbe stato già rilasciato dopo gli interrogatori, ma non ci sono altre conferme.
In precedenza il Financial Times aveva confermato l’arresto del generale russo.
Il quotidiano britannico cita tre persone a conoscenza del dossier e commenta che l’arresto avviene mentre il Cremlino è impegnato in “un giro di vite sui simpatizzanti della Wagner dopo il fallito ammutinamento della milizia la scorsa settimana”. La notizia del suo arresto era stata data ieri sera dal Moscow Times e non è stata confermata dal Cremlino. “Non è ancora chiaro se Surovikin, il capo delle forze aeree russe, sia stato accusato di essere un complice della rivolta o se sia semplicemente detenuto per essere interrogato”, aggiunge l’Ft.
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La figlia del generale russo Sergei Surovikin ha smentito l’arresto del padre per un suo presunto coinvolgimento dell’ammutinamento di Prigozhin. “Non è successo niente al comandante in capo delle forze aviotrasportate”, nessuno lo ha arrestato, e “tutti sono al lavoro”, ha detto Veronika Surovikin in un’intervista al media russo Baza, come si legge su Telegram. E riguardo al fatto che il generale sia scomparso dai media, ha precisato: “Non è mai apparso sui mass media ogni giorno e non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche regolari”. delle regioni di Kherson, Mykolaiv, Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia. In caso di attacco, le autorità prevedono di evacuare i residenti che vivono in un raggio di 30-50 chilometri dal sito.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto di non sapere dove sia il capo della Wagner, Yevgeny Prigozhin, mentre a una domanda sull’eventuale arresto del generale Serghei Surovikin ha invitato i giornalisti a rivolgersi al ministero della Difesa. Lo riferiscono le agenzie russe.
Il presidente del comitato di Difesa della Duma Andrey Kartapolov ha reso noto che il fondatore della Wagner Yevgeny Prigozhin non ha voluto firmare il contratto con il ministero della Difesa russo. E quindi il suo gruppo non combatterà più in Ucraina. Kartapolov ha ricordato che già prima dell’ammutinamento il ministero della Difesa aveva chiesto a “tutti i gruppi che svolgono compiti di combattimento di firmare un contratto. Tutti hanno iniziato a prendere questa decisione. Tranne Prigozhin. Gli fu detto che la Wagner non avrebbe più preso parte all’operazione militare speciale e non ci sarebbero stati finanziamenti o forniture”.
Il cardinale Matteo Zuppi ha incontrato a Mosca Maria Llova-Belova, la commissaria russa per i diritti dei bambini, che tra l’altro è oggetto insieme con il presidente Vladimir Putin di un ordine di arresto della Corte penale internazionale con l’accusa di deportazione di bambini dall’Ucraina.