(ANSA) – FIRENZE, 29 GIU – Una lettera di Giorgio Vasari,
datata 18 marzo 1566 e trafugata nel 2001 dall’archivio della
Fraternita dei laici di Arezzo, è stata restituita dal
comandante del Nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio
culturale di Firenze alla stessa Fraternita. Il valore della
missiva – inviata da Vasari ai rettori della Fraternità per
parlare dell’artista Giovanni Stradaro – è stimato intorno ai
20mila euro, l’opera è stata recuperata a Londra. Nella lettera
si evidenziano anche legami di natura economica, come cifre e
compensi su lavori e relazioni sullo stato di alcune opere. Oggi
la cerimonia di riconsegna alle Gallerie degli uffizi a Firenze.
“Il furto è stato denunciato presso l’Arma dei carabinieri di
Arezzo nel 2008 – ha spiegato il comandante Claudio Mauti nel
corso di una conferenza stampa -. Una studiosa stava consultando
il faldone che avrebbe dovuto contenere la lettera e disse ai
responsabili che mancava quel documento. Si presume sia stato
asportato prima del 2001. Da lì sono partite le indagini e il
manoscritto è tornato alla ribalta nel 2020: la casa d’aste
Sotheby’s” di Londra e Bruxelles “ha avuto mandato dagli eredi
di un noto collezionista” di avviare un’asta per vendere il bene
“non conoscendone la provenienza”. Mauti ha spiegato ancora che
“Sotheby’s si era interessata presso la Fraternita dei Laici per
vedere la legalità o meno della lettera. Chi voleva mettere in
vendita il bene, una volta scoperta l’origine, ha accettato di
restituirlo”. Per il comandante del nucleo Tpc di Firenze non è
possibile sapere chi abbia trafugato l’opera. Il direttore degli
Uffizi Eike Schmidt ha celebrato “il lavoro del comando Tpc dei
carabinieri che ha sede a Palazzo Pitti: c’è una collaborazione
continua non solo per il recupero delle opere nostre o di altre
istituzioni nazionali, ma anche per il recupero di beni librari
archivistici e culturali nel senso più largo”. Marianna Lora di
Sotheby’s ha sottolineato che “c’è stata una bella
collaborazione perché la lettera è stata consegnata al nostro
ufficio per una eventuale asta e, facendo delle ricerche,
abbiamo scoperto che il documento era stato trafugato”. (ANSA).