Il rilascio ha fatto tirare un respiro di sollievo agli amici di Sulmona, sua città d’origine, ma anche ai dipendenti del ristorante che lo hanno accolto a braccia aperte e che in questi giorni avevano portato avanti l’attività. Tuttavia la liberazione di Colonico non scioglie i dubbi sul sequestro, sul movente dello stesso e su diverse circostanze ancora da chiarire, al vaglio della polizia ecuadoriana che sta indagando sul caso. Dalle prime informazioni risulta che Colonico sarebbe stato rilasciato nei pressi del ristorante: dal casello autostradale sarebbe arrivato in taxi, con grande sorpresa da parte del personale del locale. Poi il lungo interrogatorio della polizia. Nelle ultime ore cominciano ad emergere i particolari del sequestro.
Colonico è stato rinchiuso in tre locali diversi. Non gli è mai mancato il cibo ma ha dovuto pagare per evitare che gli facessero del male. “Mi volevano tagliare un dito e un orecchio. Per questo ho versato soldi e soldi” racconta lo chef che ringrazia la polizia e gli amici per il supporto, ma chiarisce di non avere alcun debito. “Ho letto stupidaggini e chi le dice farebbe bene a stare in silenzio perchè non è corretto. L’Ecuador sta male per l’economia”.
Nei giorni scorsi, temendo per la propria incolumità, Colonico aveva assunto due guardie giurate, una delle quali è stata sorpresa a rubare ieri due televisori e 350 dollari che erano all’interno del ristorante. Il giorno del blitz erano stati portati via il pc e il telefono di proprietà del suo commercialista. Da circa due mesi, si è appreso, il ristoratore non riusciva ad onorare gli impegni con i dipendenti. La svolta alle indagini è arrivata ieri con l’arresto di due dei cinque rapitori che avevano fatto irruzione nel ristorante: probabilmente il resto della banda, temendo l’individuazione e un possibile arresto, ha deciso di liberare l’uomo. “Continuerò il mio progetto – ha chiosato lo chef – con sacrificio e amore”.