(ANSA) – PALERMO, 30 GIU – Nuovo prezioso ritrovamento a
Segesta: seppellito per secoli da pochi centimetri di terra e
dalla vegetazione, nell’area dell’acropoli Sud è tornato alla
luce un altare presumibilmente di epoca ellenistica, composto da
due raffinati elementi lapidei scolpiti.
“Questo eccezionale reperto rinvenuto conferma l’inestimabile
valore storico e artistico che i siti archeologici rappresentano
per il nostro territorio – dice il presidente della Regione
Siciliana, Renato Schifani – testimonianza di un passato
glorioso, ancora da scoprire e interpretare. Migliorare la
fruizione di questi luoghi significa permettere a turisti e
visitatori di vivere esperienze culturali immersive e di godere
di un patrimonio unico”.
“Il Parco archeologico di Segesta non finisce mai di
stupirci – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e
all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – Gli scavi
continuano a riportare alla luce resti sempre diversi, che
aggiungono nuove prospettive e chiavi di lettura a un sito dove
sono stratificate molteplici civiltà. È la conferma di un
impegno profuso per restituire valore aggiunto a un luogo
affascinante, attrazione per i turisti di ogni provenienza
geografica”.
La scoperta è avvenuta nei pressi dell’edificio denominato Casa
del Navarca, in una zona finora poco esplorata, nell’ambito del
progetto di manutenzione e fruizione dei fronti di scavo,
proprio mentre alcuni operai ripulivano il terreno da sterpaglie
e vegetazione spontanea. Entrambi i reperti sono a forma di
tronco piramidale, in perfetto stato di conservazione, e
dovrebbero costituire un altare per il culto familiare e un
supporto per una scultura o un elemento di finitura. (ANSA).