(ANSA) – ROMA, 03 LUG – “Popotus in classe” – l’iniziativa
rivolta alla scuola primaria che Popotus, il giornale di
attualità per i bambini, inserto di Avvenire, ha replicato anche
per l’anno scolastico 2022-2023 – ha registrato ottimi
risultati: 2.550 le classi coinvolte che hanno ricevuto Popotus
ogni giovedì con Avvenire, raggiungendo così 51.000 bambini con
37.000 copie diffuse a settimana da settembre a giugno, per un
totale di oltre 1 milione e 250 mila copie, che aumenteranno per
il prossimo anno scolastico.
Il suo successo e le continue richieste da parte delle scuole di
ricevere Popotus sono state anche alimentate dall’introduzione
di una serie di novità: una nuova veste grafica ancora più
inclusiva con l’inserimento della font ad alta leggibilità
(“Leggimi”) disegnata per facilitare la lettura dei bambini con
bisogni educativi speciali e la realizzazione di una versione
digitale monotematica pubblicata periodicamente sul sito
popotus.it, come ulteriore supporto all’attività didattica dei
docenti.
Entrambe le iniziative hanno suscitato un grande apprezzamento
da parte degli insegnanti, a testimoniarlo un’indagine condotta
in collaborazione con ScuolAttiva onlus su un campione
rappresentativo di 500 docenti (per il 96,6% donna con una
prevalenza di esperienza nell’insegnamento tra i venti e oltre
trent’anni (71,5%). E’ emerso infatti che nel 95% dei casi le
classi sono composte per un 10% da alunni con bisogni educativi
speciali (BES) e con disturbi specifici dell’apprendimento
(DSA), per questo la nuova font è stata giudicata uno strumento
altamente innovativo e indispensabile. Inoltre, dall’indagine è
evidente che l’utilizzo della didattica digitale è ormai
prepotentemente entrato nei modelli educativi delle scuole: il
78% delle insegnanti utilizza la didattica digitale come
supporto educativo, rimane una percentuale minima (8%) che non
fa uso delle nuove tecnologie perché non disponibili a scuola,
segno che la digitalizzazione in atto da diversi anni è arrivata
in quasi tutte le scuole. I docenti hanno anche espresso
preferenze per la didattica interattiva (che coinvolge gli
alunni attivamente), laboratoriale e supportata da materiali
digitali, rispetto ad altre tipologie di insegnamento come, ad
esempio, la didattica frontale o la Flipped Classroom (Lezione
capovolta).
Il sondaggio si è anche concentrato sui temi d’interesse per i
docenti: uno su tutti l’attualità, ad indicare che il
posizionamento di Popotus, giornale di attualità per bambini, è
certamente un valido strumento e lo è ancora di più per
affrontare temi delicati con i bambini di cui spesso Popotus
parla. Altro tema di grande interesse per il 76,50% dei docenti
è
l’ambiente e la sostenibilità, a seguire l’educazione civica per
il 69,4% e le nuove tecnologie (45,6%).
Altro dato interessante risulta essere che per il 96% degli
insegnanti trova il tempo da dedicare ad attività
extracurricolari, segno che l’intuizione di Popotus di proporre
da due anni a questa parte, in collaborazione con ScuolAttiva
onlus, attività didattiche di approfondimento sia per gli
insegnanti sia per i bambini è risultata essere vincente,
facilitando il lavoro di ricerca e selezione di contenuti extra
di cui i docenti spesso hanno bisogno. Gli insegnanti infatti
interrogati sui materiali e gli approfondimenti realizzati
durante l’anno hanno espresso parere positivo per oltre il 90%;
a questi si sono aggiunti webinar con esperti di settore per i
docenti e workshop ludici ed educativi per i bambini, sia in
presenza sia online.
Il giornale di carta rimane certamente un plus al quale quasi il
70% delle maestre non vuole rinunciare, a conferma che Popotus è
un unicum nel panorama editoriale italiano da oltre 27 anni con
obiettivi futuri di crescita su più canali per ampliare la
community degli insegnanti. (ANSA).