E’ in Francia ad inseguire un record, quello del maggiore numero di vittorie di tappa al Tour de France, primato che attualmente condivide, a quota 34, con il ‘Cannibale’ Eddy Merckx, la leggenda del ciclismo. E’ certo che Cavendish ci riproverà, sarà sempre lì finché non otterrà ciò che sogna, rifacendosi anche della beffa dell’anno scorso, quando era sicuro di farcela ma la sua squadra di allora, la Quick Step, non lo convocò per il Tour. Così ora, dopo essere passato nelle file dell’Astana, vuole assolutamente farcela, anche perché questa sarà l’ultima occasione per il britannico che ha già fatto sapere di voler concludere la carriera al termine di questa stagione. Intanto bisogna registrare che in questa frazione riservata ai velocisti vanno sul podio altri due sprinter di razza, come Philip Bauhaus, secondo, e Caleb Ewan, terzo, pronti anche loro a riprovarci.
La tappa, pur non provocando scossoni alla classifica (Adam Yates resta in giallo) ha costituito un momento significativo perché ha consentito la riapertura provvisoria di un ponte al confine basco, tra Hendaye e Irun, che era chiuso da due anni per “la lotta contro l’immigrazione clandestina”. Infatti, con decreto dello scorso 28 giugno, il prefetto dei Pirenei Atlantici Julien Charles aveva autorizzato una riapertura in deroga di questo ponte pedonale tra le due città di confine, dalle 06 a mezzanotte, per l’ingresso in Francia del gruppo della Grande Boucle, arrivato a Bayonne dopo due prime tappe nei Paesi Baschi spagnoli. Lungo tutto il confine franco-spagnolo, otto valichi sono stati chiusi dal 2021 per “lotta contro l’immigrazione clandestina e la minaccia terroristica”, secondo le autorità francesi. “Il ponte è aperto oggi, e non faremo nulla per chiuderlo”, ha detto oggi Kotte Ecenarro, sindaco di Hendaye, che ha ordinato ai suoi funzionari municipali di non reinstallare le barriere che dovrebbero vietare l’accesso alla fine della giornata. Era presente sulla scena anche il suo omologo di Irun, Jose Antonio Santano. “È una scommessa che stiamo facendo, che lo Stato si renda conto che non è necessario chiuderlo – le parole all’unisono dei due primi cittadini – perché si tratta di una situazione ridicola”. Per superfare la quale oggi è servito il ciclismo.