(ANSA) – TUNISI, 04 LUG – Solo il 4% dei rifiuti solidi
urbani in Tunisia viene riciclato. E’ uno dei dati più
significativi emersi nel corso di un dibattito organizzato dal
think thank “Ibn Khaldoun Forum for Development” sul
“Trattamento dei rifiuti in Tunisia. Cosa ostacola una gestione
efficiente dei rifiuti in Tunisia?”.
La gestione dei rifiuti in Tunisia è ancora un grave problema
a più livelli: igiene, pulizia delle strade, protezione
dell’ambiente, padronanza dei vari processi tecnici di
trattamento e recupero, finanziamento, governance in generale e
infine il posizionamento dei rifiuti in una dinamica
socio-economica sostenibile, si legge in un documento del Forum.
I rifiuti solidi urbani e industriali sono ancora un’importante
fonte di insalubrità sia in termini di aree urbane e rurali e
degrado dell’ambiente e della qualità della vita. I rifiuti non
sono ancora integrati in modo significativo, tranne alcune
eccezioni, nella dinamica dell’economia verde e circolare. Le
prestazioni tecniche della gestione dei rifiuti solidi urbani e
industriali a livello di raccolta, trasporto, riciclaggio,
recupero e trattamento rimane casuale e molto approssimativo, fa
notare l’esperto Samir Meddeb. Il Tunisia vengono prodotti
annualmente, circa 2.800.000 tonnellate di rifiuti domestici e
assimilati, di cui circa dai 10 governatorati del Nord-Est e
dell’Est del Paese, da Biserta a Sfax, cioè circa il 75%.
L’osservazione della destinazione finale dei rifiuti solidi
urbani e assimilati mostra che solo il 4% di questi rifiuti
viene riciclato, il 5% viene sottoposto a compostaggio, il 70%
viene inviato in discariche controllate e il 21% viene inviato
in discariche non controllate.
Secondo gli stessi dati, la produzione per abitante e per
giorno è stimata intorno a 0,6 kg/abitante/giorno con notevoli
disparità tra le aree urbane dove il tasso talvolta supera 1 kg
e le aree rurali dove il tasso scende a 0,15 kg/abitante/giorno.
Secondo lo studio il 63,2% dei rifiuti solidi urbani e
assimilati in Tunisia è composto da materia organica. Il tasso
di copertura della raccolta dei rifiuti domestici e simili nelle
aree urbane e rurali raggiunge rispettivamente l’80% e tra lo 0
e il 10%. Lo studio presentato dal Forum Ibn Khaldoun si
conclude con una serie di raccomandazioni ai decisori politici
secondo cui “l’evoluzione verso una gestione sostenibile dei
rifiuti urbani dipende dall’istituzione di un canone
remunerativo del servizio reso dal Comune, in proporzione al
volume prodotto e raccolto, secondo il principio “chi inquina
paga” che “richiederà un coraggioso processo decisionale
politico, accompagnato da una campagna promozionale di
spiegazione e adeguata consapevolezza”. Ciò insieme a molte
altre raccomandazioni miranti ad una concezione ideale di
“economia circolare”, che include anche una certa dose di
civismo e di investimenti pubblici e privati ancora lungi
dall’essere raggiunti. (ANSA)