(ANSA) – TORINO, 05 LUG – Più reddito, ma meno consumi: anche
in Piemonte la crescita dell’occupazione (+1,1%, nel primo
trimestre 2023) e il rallentamento dell’inflazione favoriscono
un sia pur limitato recupero complessivo del reddito disponibile
e del potere d’acquisto, ma con un trascurabile effetto, almeno
per ora, sulla spesa. Secondo l’Ufficio studi di Confesercenti,
infatti, le famiglie piemontesi stanno sacrificando circa 600
milioni di potenziali consumi sia per ricostituire il risparmio
intaccato nell’ultimo anno per fare fronte al caro-vita, sia per
le prospettive incerte.
“Si tratta delle facce della stessa medaglia: si risparmia
perché si ha timore per il proprio futuro; quindi, il maggior
reddito disponibile degli occupati o il reddito aggiuntivo di
coloro che in questi mesi hanno trovato un’occupazione solo in
minima parte viene speso, tanto che la propensione al consumo si
è ridotta di 2,3 punti” dice Giancarlo Banchieri, presidente di
Confesercenti. “Pur in calo – aggiunge Banchieri – l’inflazione
picchia ancora duro; e in ogni caso la sua minor crescita non
significa che i prezzi ora siano più bassi. C’è da temere, anzi,
che nel prossimo futuro la spesa delle famiglie possa essere
ulteriormente frenata dall’ennesimo incremento dei tassi di
interesse annunciato dalla Bce: già ora i mutui hanno raggiunto
livelli proibitivi. E se, come è prevedibile, gli alti tassi
deprimeranno l’economia, scordiamoci anche quel po’ di maggiore
occupazione che si è registrata in questi mesi. Tutto ciò non
potrà non avere ripercussioni sul piccolo commercio.
Commercianti e consumatori sono sulla stessa barca: ci
aspettiamo dalla politica interventi incisivi di sostegno ai
redditi e di riduzione del carico fiscale. Ne va del futuro
della nostra economia e della coesione sociale”. (ANSA).