“Chi sostituirà mio padre? Nessuno mai”. Al momento, comunque, non vede la necessità di entrare in campo: “Innanzi tutto la politica è un mestiere serio, che non si impara dall’oggi al domani. Poi non penso che sia giusto lasciare le cose a metà: ritengo di dover rimanere a Mediaset a fare il mio mestiere. E poi, ed è la cosa più importante di tutte, ad oggi non c’è nessuna emergenza: per la prima volta dopo tanti anni c’è un governo votato dagli elettori, che sta facendo del suo meglio. E penso che Forza Italia debba e possa garantire stabilità al governo”.
Con Giorgia Meloni ha “un buon rapporto. La conosco da molti anni, è una persona che stimo, giovane e decisa”, sottolinea. L’Ad di Mediaset è alla sua prima uscita pubblica dopo la morte del padre, alla vigilia – si apprenderà poi – dell’apertura del testamento.
Negli studi di Cologno Monzese, la serata dedicata alla presentazione dei palinsesti si apre con l’omaggio che gli fanno a sorpresa i dipendenti: un video che mette in fila i momenti simbolo, dalle prime cassette alle convention di Montecarlo, dal trionfo del Milan in Coppa dei Campioni al predellino, al ‘non molliamo’ pronunciato da Pier Silvio in azienda a poche ore dal funerale del Cavaliere.
“Grazie a tutti”, dice con la voce rotta dall’emozione. E dopo Amazing Grace cantata dall’Italian Gospel Choir lancia un bacio verso il cielo: “Ti amo, papà”. Lo strappo è forte e Pier Silvio Berlusconi ne parla a cuore aperto: “Più passano i giorni, più la mancanza è enorme“, “è totale”, sospira. I ricordi punteggiano tutta la serata: “È stato un grande padre”, racconta. “Ero in azienda quando è sceso in politica e ne sono stato travolto. Poi qui ho avuto la mia crescita naturale. Mi ricordo che una volta mi chiamò in cucina, c’era la mia agenda con tutti i miei appuntamenti, e mi disse: ma sei diventato me? È stato così grande da riuscire a dare ai suoi figli la possibilità di andare avanti senza di lui prima di quello che è successo”. Come telespettatore “era abbastanza assiduo: era fissato con i dettagli, la cravatta, la camicia, le luci, ma in termini editoriali erano anni che non interveniva”, racconta ancora.
“Negli ultimi giorni ha guardato un sacco di tv e ha parlato con Al Bano, Il Volo, Maria De Filippi, trasmettendo a tutti energia.. una cosa da portare via il cuore”. Il suo lascito più grande “è l’amore: mio padre ha amato tutte le persone che ha incontrato. È stato un padre impegnato ma presente e anche buono, tendente all’iperpermissivo”, aggiunge con un sorriso. Anche se quando, da diciottenne che sognava di diventare Jacques Cousteau, se ne andò per sette mesi a fare il sub alle Bermuda, papà Silvio lo chiamava: “Quando ti decidi a tornare?”.
È stato “un uomo fantastico, di una dolcezza infinita. Quando gli ho chiesto l’ultimo consiglio – racconta ancora – mi ha risposto: ma tu chiedi a me? Ormai Mediaset è molto più tua che mia, quello che decidi per me va bene”.
Di vendere l’azienda non se ne parla: “In famiglia non ne abbiamo parlato. Mi ha dato fastidio che con la morte di mio padre ci siano state simili ipotesi, ma è normale”. Con i fratelli, Marina, Barbara, Eleonora e Luigi, “la compattezza è assoluta”. E con la famiglia, Confalonieri, Letta, “la tradizione dei pranzi del lunedì ad Arcore, che da poco erano diventati del martedì, continuerà, ce lo siamo detti”. È “un’ipotesi inventata”, invece, l’idea che Villa San Martino possa diventare un museo. A Mediaset intanto è tempo di guardare avanti: il futuro sono i giovani neo assunti under 30 che partecipano alla serata, tra entusiasmo e selfie finali con il capo azienda.
Oggi viene aperto il testamento di Silvio Berlusconi. Da quanto si apprende i figli hanno convenuto su questa data, con l’intera famiglia convocata dal notaio che conserva le ultime volontà del fondatore di Mediaset e di Forza Italia (ANSA)