Daniela Santanchè è finita nel mirino delle opposizioni per l’inchiesta giornalistica di Report sulle sue società. Pronta a rispondere “punto su punto” alle accuse, ma, dice chi le ha parlato in queste ore, senza polemiche. E senza entrare troppo nel dettaglio seguendo il consiglio di chi le ha ricordato che l’Aula non è una procura e che non deve “testimoniare”. Uno dei cardini della difesa punterà sul fatto che da tempo, ormai, Santanché non amministrava più le società nell’occhio del ciclone. Abbassare i toni, è l’imperativo. Ed evitare di esporre ulteriormente il fianco a una vicenda che al minimo – dicono le opposizioni – dovrebbe creare “imbarazzo” nel governo, perché stanno emergendo comportamenti che se confermati, dovrebbero portare alle sue “dimissioni”.
L’inchiesta su Visibilia, la società fondata da Santanché
Una questione di “opportunità politica” prima ancora che giudiziaria, per ora, visto che Visibilia, il gruppo che Santanchè ha fondato e di cui è rimasta come socia di maggioranza e amministratrice fino all’anno scorso, è al centro di una indagine della Procura di Milano per bancarotta e falso in bilancio che non si dovrebbe chiudere prima della fine dell’estate. In Aula Santanché arriverà con una informativa, cui seguirà un dibattito – 5 minuti di intervento per gruppo – ma nessun voto. La maggioranza si prepara a fare quadrato – anche diversi deputati di Fdi dovrebbero arrivare a Palazzo Madama per ascoltarla – così come già successo attorno agli altri casi di attacchi “personali” a componenti dell’esecutivo o dei partiti.
Schlein, altri ministri si sarebbero già dimessi
“Santanché deve riferire su cose molto gravi che emergono da inchieste giornalistiche ma anche che abbiamo scoperto noi come Pd. In un’interrogazione abbiamo chiesto conto di un prestito che una di queste società avrebbe ricevuto durante il Covid di 2,7 milioni di euro che non sarebbe stato restituito. Non ci può essere una ministra che ha un debito per lo stato di quasi tre milioni. Sono fatti per cui altri ministri in Italia e in Europa si sarebbero già dimessi”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein ad Agorò su Rai 3. A chi chiede se il Pd abbia intenzione di presentare una mozione di sfiducia, Schlein risponde: “abbiamo chiesto a lei di venire a riferire in Aula. Trovo già grave che vengo solo al Senato e non alla Camera. Ascolteremo e valuteremo cosa fare”.
Ruotolo, la pitonessa sia coerente e si dimetta
“Oggi è il giorno della Santanchè che va in Senato a spiegare le sue ragioni. Dovrebbe dimettersi perché una ministra non può avere un debito con lo Stato di 2.7 milioni di euro. La pitonessa che si definisce fascista, secondo Il Domani sarebbe anche indagata. La coerenza per gran parte dei politici non è un obbligo. Vi ricordate la vicenda di Josefa Idem che si dimise da ministra per molto meno? “Cosa penso del caso-Idem? Che ci sono sempre due pesi e due misure. Se capita una cosa del genere al centrosinistra, nel centrosinistra si fa finta di niente. Se fosse successo a una di noi del centrodestra, saremmo già state cacciate”. Ecco, brava Daniela Santanchè prenditi di parola e dimettiti come fece Josefa”. Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria del Pd.