Ora si guarda al suo successore, Ariane 6, il cui sviluppo procede da oltre un decennio e il cui primo volo non avverrà prima dell’inizio 2024, dopo numerose battute d’arresto. In vista del suo debutto, Ariane 6 (realizzato da Arianespace come il suo predecessore) sta attualmente superando una serie di test chiave in Europa e nella Guyana Francese. “Ariane 6 svolgerà un ruolo determinante nel garantire all’Europa un accesso indipendente e sostenibile allo spazio – afferma Martin Sion, amministratore delegato di ArianeGroup – in un contesto di grandi sfide strategiche, economiche ed ambientali, soddisfacendo le esigenze dei propri clienti istituzionali e commerciali”.
Ariane 5 ha iniziato la sua carriera nel 1996. Il suo debutto, tuttavia, fu un insuccesso: non riuscì a raggiungere l’orbita e, a metà del volo, avviò la procedura di auto-distruzione. Dopo quel fallimento iniziale, però, il razzo è diventato uno dei lanciatori più affidabili al mondo: secondo i dati forniti dall’Esa, delle 117 missioni e dei 239 carichi utili consegnati in orbita, il veicolo di lancio ha raggiunto una percentuale di successo del 96%. Ariane 5 ha più che raddoppiato la capacità di messa in orbita del suo predecessore, Ariane 4, che è stato operativo dal 1988 al 2003: la sua potenza gli ha permesso di portare contemporaneamente due satelliti con un singolo lancio, o di spingere grandi carichi nello spazio profondo.
“Questa 117esima e ultima missione di Ariane 5 è emblematica sotto diversi aspetti: innanzitutto, i due satelliti appena messi in orbita sono di Francia e Germania, i primi due contributori al programma Ariane”, commenta Stéphane Israël, amministratore delegato di Arianespace. “Inoltre, quest’ultima missione è emblematica della capacità di Ariane 5 di eseguire doppi lanci, che costituisce il fulcro del suo successo. Nel corso della sua carriera – aggiunge Israël – Ariane 5 ha servito 65 clienti istituzionali e commerciali di 30 paesi: per Ariane 6 si preannuncia un futuro altrettanto promettente”.