(ANSA) – TORINO, 06 LUG – Poco più che una giornata normale
di vendite: i commercianti interpellati da Confesercenti a poche
ore dell’inizio dei saldi estivi la giudicano una “falsa
partenza” perché è un giorno lavorativo. “Non bisognava avere la
sfera di cristallo – dice Micaela Caudana, presidente di
Fismo-Confesercenti, la federazione dei negozi di abbigliamento
e calzature – per prevedere ciò che si è verificato: non abbiamo
potuto contare su una cospicua parte di clientela che oggi era
al lavoro. Dunque, per gran parte di noi si è trattato di una
abituale giornata con soltanto un po’ di clientela in più. I
veri saldi iniziano sabato, come da tradizione”.
La maggior parte dei commercianti indica nel 20% l’aumento
del numero di clienti, almeno nelle zone centrati; in periferia
le cose sono andate peggio. Rispettata la previsione di uno
scontrino medio di 140 euro, ma una piccola parte degli
operatori indica 150 euro. Confermata anche la preferenza per i
costumi da bagno e l’abbigliamento per il mare, finora
trascurati dal 38% dei consumatori. “Si tratta probabilmente
della clientela più motivata, che ha deciso di fare shopping
nonostante la giornata lavorativa. Speriamo che almeno questi
livelli di spesa si mantengano anche nei prossimi giorni e che
nel week end i nostri negozi siano un po’ più pieni” spiega
Caudana.
“È sicuramente prematuro – dice Giancarlo Banchieri,
presidente di Confesercenti – fare una valutazione: il fatto che
il livello di spesa confermi e talvolta superi, sia pure di
poco, le previsioni è un segnale incoraggiante, anche se per ora
con un numero limitato di clienti. Ma il contesto rimane
difficile. All’appello mancano 600 milioni, dirottati su
risparmi e spese non comprimibili: mutui e incertezza sul futuro
incombono sulle scelte delle famiglie”. (ANSA).