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«Bomber ante litteram – ricorda Renato Tavella – si esibisce nella primissima squadra che si cimenta al Valentino. Forte e irruente come un toro, è insostituibile avanti della squadra vincitrice il primo scudetto 1905. Irresistibile quando è in giornata. Generoso sempre. Nel corso della Grande Guerra parte all’assalto alla testa dei suoi bersaglieri e di lui non si sa più nulla».


VLADIMIRO CAMINITI

«Ricordo i primi compagni: i fratelli Canfari sempre allegri. Enrico fu il primo presidente, Luigi Forlano, il centravanti, un macigno, giocava con la lingua e con i muscoli, quando era in vena lui si vinceva sempre, quando non era in vena dipendeva dal fatto che non aveva potuto dormire. Il fratello non ammetteva di dovergli dare anche i soldi per il football, e il sabato sera non gli apriva la porta di casa.

Luigi dormiva sulle scale, prendeva l’umidità della notte, ci toccava andare all’alba a massaggiarlo per ore finche era ben sveglio. Ce ne accorgevamo quando apriva gli occhi e si strizzava i baffetti. Dovevamo massaggiarlo per bene, quel furbone. Poi gli davamo da mangiare e finalmente era pronto per partire con noi. Anche Luigi Forlano è morto in guerra come Enrico Canfari».

Fu un mattino degli anni Sessanta che andai a intervistare quel lungagnone rancoroso, un terribile vecchio tutto spigoli. L’intervista ebbe luogo nel suo studio. Avvocato Bino Hess. Via Montecuccolo numero 1. Mi bastò salire appena un giro di scale per trovarmi dinanzi la prima Juventus, quella dei calzoni alla zuava, dei figli di papà che respingevano i discorsi troppo seri dei genitori per un futuro fatto anche di viaggi, di scoperta del mondo e dei sani piaceri dello sport. La parola patria ammuffiva già tra vecchie scartoffie, il Novecento portava fremiti originali: «Non arrecavamo disturbo a nessuno, sapevamo vivere e divertirci senza far danno. Non facevamo chiassate per la pubblica via, sapevamo trovare il divertimento nelle cose semplici. C’era la vera democrazia dei sentimenti, non le chiacchiere vuote. Un Mazzonis, della migliore aristocrazia, andava a braccetto con Moschino che portava i telegrammi, era fattorino telegrafico. Andavo al ginnasio. Ero un “gorba”, ragazzo noioso».

Ricordo quel bastone e quella faccia ossuta e rancorosa. Ricordo che mi fece alzare da una sedia: «Sloggi da quella sedia. È mia!» Ero ospite inconsapevole di un vecchio uomo di sport agli ultimi giorni terreni, che sfogava i suoi rimpianti con acre tristezza: «La nostra Juventus. Fu una cosa ginnasiale, ma ebbe significati e valori profondi. Come può capirmi lei che appartiene a una generazione così stordita?».

Per i vecchi, i giovani, come minimo, sono dei superficiali. E Bino Hess era un vecchio acido, con i giorni che gli suonavano blasfemi. La sua Juve era ben un’altra cosa. Essa era poesia: «Non eravamo propriamente giocatori, eravamo sportsmen. Però c’era uno spirito sociale, un piacere di stare insieme. Quella Juventus era fatta di persone civili. Essere juventino voleva dire un favore, un onore. Voleva dire garbo, senso dell’humour, lealtà, e naturalmente cultura. Non si meravigli, perché erano tempi in cui allo sportivo potevano servire anche gli studi. Sentivamo subito il bisogno di avere una sede per riunirci d’inverno e fissare i nostri programmi. Le riunioni cominciavano e non finivano. Si stava insieme nelle ore libere e alla domenica mattina si partiva per Genova o Milano, dove generalmente si giocavano le partite».

Forse, fu quella la mia più bella intervista da quando mi occupo di Juventus. Se mi innamorai della storia, lo debbo anche a quel vecchio rancoroso. Ancora il suo bastone mi ammonisce e la sua aspra voce risuona nella mia fantasia. Assieme a lui conobbi il primo eroico centrattacco della Juventus, Luigi Forlano, del quale Domenico Donna, ala sinistra della stessa squadra Campione d’Italia 1905 (ma Hess ricorderà orgogliosamente che, capitano della seconda squadra bianconera, Campione d’Italia riserve, batterà la prima squadra): «Simpatico al pubblico, l’uomo più lunatico del mondo, che ora fa mirabilie, ora si accontenta di lavorare con la lingua, lanciando rimproveri ai compagni, al tempo, a se stesso. Fortunatamente il pubblico non riesce a sentire il rosario, e si accontenta di ammirare in lui lo slancio, l’abilità pallone che lo rendono scocciante alla difesa avversaria. Simpatico perché non tralascia di lanciare il suo motto arguto, fidente, sul campo, della vittoria».

Certe considerazioni o riflessioni del resocontista ci trovano spiazzati. Ma il ritratto è sbozzato. Forlano è caratterialmente centravanti nato. Indossa con orgoglio la maglia bianconera dei colori giunti da Nottingham e gioca con furore per infilare il ball nella porta del goal-keeper avversario. Forlano, come Moschino, è uomo del popolo. Morì sul Carso, coi gradi e la piuma nera di ufficiale dei bersaglieri.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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