(ANSA) – ROMA, 11 LUG – Emerge cautela nelle previsioni delle
imprese piemontesi per il terzo trimestre dell’anno, dai dati
dell’indagine congiunturale effettuata a giugno dall’Unione
Industriali Torino e da Confindustria Piemonte, con le
valutazioni di oltre 1.200 realtà manifatturiere e dei servizi.
Rispetto a marzo, quando gli indicatori avevano segnalato un
netto miglioramento del clima di fiducia, grazie soprattutto al
rallentamento dell’inflazione e della dinamica dei costi di
materie prime ed energia, si assiste a un raffreddamento delle
attese. A frenare è il manifatturiero, in particolare la
metalmeccanico e soprattutto la meccatronica, mentre migliorano
i servizi, ma non si può parlare di una svolta negativa del
ciclo congiunturale. Le previsioni delle imprese sono positive
sull’occupazione, mentre l’utilizzo della cassa integrazione
scende al di sotto del 6% e nei servizi è di fatto azzerato. Il
tasso di utilizzo degli impianti resta intorno a un livello di
pieno utilizzo. E’ stabile la redditività; tengono gli
investimenti su livelli elevati. Torino va meglio della media
regionale.
“Preoccupa l’atteggiamento conflittuale del nostro Paese
verso l’Europa, emerso nel caso del Mes e del Pnrr, con il
controverso pagamento della terza rata. Come ha ribadito anche
il Governatore della Banca d’Italia, il Pnrr deve restare una
priorità assoluta e uno strumento determinante per rilanciare la
crescita nazionale” sottolinea Giorgio Marsiaj, presidente
dell’Unione Industriali Torino. “Nelle previsioni delle imprese
sono percepibili i timori legati ai due nostri principali
mercati di riferimento, Germania e Francia. Così come pesano
inflazione e aumento dei tassi. Oggi più che mai diventa quindi
ancora più urgente un piano Industria 5.0, che razionalizzi e
stabilizzi gli incentivi esistenti per gli investimenti,
consentendo alle imprese di programmare a medio-lungo termine”
sottolinea Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte.
(ANSA).