In piazza Municipio a Napoli la Venere degli stracci
“Non dobbiamo meravigliarci perché se noi guardiamo alla storia della nostra umanità c’è stato sempre uno scontro continuo tra la bellezza, il progresso e quella che è la violenza e la regressione, ma alla fine ha sempre prevalso il progresso, la bellezza, la civiltà”. E’ un processo “che non può essere fermato, né dal vandalismo né dalla violenza”. Per questo, d’accordo con Pistoletto, è stato deciso che l’opera sarà rifatta: “Lanceremo una raccolta fondi – annuncia il sindaco – per fare in modo che questa ricostruzione avvenga anche da una partecipazione popolare perché Napoli è la bellezza”. E a chi gli chiede come mai non ci fossero sistemi di protezione, risponde: “Non credo in una società sorvegliata, credo nella sorveglianza sociale”. Pur tuttavia, è stato proprio grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza cittadino che la Polizia – gli agenti della Squadra Mobile e quelli del Commissariato Decumani – è riuscita a individuare e a bloccare il presunto responsabile. E’ un clochard, un senza fissa dimora napoletano di 32 anni. Uno sbandato con qualche precedente di polizia, ma non specifico. L’uomo è stato rintracciato in una mensa di via Marina e sottoposto a fermo: le accuse che gli contesta la procura sono incendio e distruzione di beni culturali. E così, anche nella sua fine, come nella sua origine, la Venere di Pistoletto ha unito la bellezza e il degrado. Due elementi, dice il maestro poche ore dopo l’incendio, quando ancora tutte le ipotesi erano in piedi, che “si incontrano per rigenerare la società, per rappresentare la rigenerazione di questi stracci, di questi detriti che stiamo creando”. Anche se alla fine, in questo caso, “la società stracciona purtroppo ha preso il sopravvento: è come un’autocombustione del lato peggiore dell’umanità”.
Pistoletto: “La società stracciona ha preso il sopravvento”
Michelangelo Pistoletto ammette che la prima reazione, quando ha saputo che la sua Venere degli Stracci, a Napoli, era stata distrutta da un incendio “è stata di un forte controllo dell’emozione, perché la ragione deve vincere, sempre”. “Ma dall’altra parte l’emozione e la ragione esistono sempre e sono una dualità che deve trovare un accordo, un bilanciamento, un’armonia”, aggiunge. Poi, ammette: “Questa società stracciona purtroppo ha preso il sopravvento, è come un’autocombustione del lato peggiore dell’umanità”.
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