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Ventidue anni e tre stagioni di onorato servizio in terra umbra – scrive Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” del novembre 1973 – questo il curriculum che Giorgio Mastropasqua può vantare, al suo ritorno in casa bianconera. Un ritorno per nulla sommesso, se vero è che il suo nome più volte ricorse nelle cronache del precampionato juventino, e segnatamente dei giorni duri dei primi allenamenti a Villar Perosa.

Mastropasqua appartiene alla folta schiera dei difensori «liberi», ma qui più che mai occorre fare delle distinzioni. Dire libero induce immediatamente a pensare a una specie di pilastro appostato dietro stopper e terzini, pronto a mettere pezze a eventuali situazioni difficili. Un uomo in più davanti al portiere, insomma, in omaggio ai sacri principi difensivistici del «primo non prenderle». Ebbene, Mastropasqua proprio non rientra nella categoria in questione. Facciamo un salto indietro e spieghiamo.

Lasciamo stare i ricordi del Perugia ‘70-71, sono cose di gioventù; il Mastropasqua che esemplifica alle folle la nuova concezione del ruolo di «libero» è quello dei due campionati alla Ternana, il Mastropasqua che si innesta alla perfezione nel meccanismo che Viciani esige dai suoi, nel «gioco corto» vale a dire. Il «libero» non deve soltanto fungere da difensore in seconda battuta, essendo che il calcio moderno chiede a lui molto di più. Deve sapersi sganciare per poter dare il proprio apporto illuminante alla manovra, in poche parole deve saper «costruire» il gioco, anziché limitarsi a distruggere. E Mastropasqua impara alla perfezione la lezione tattica, che pure lascia scettico più di un conoscitore del mondo pallonieristico nostro.

Che cosa ricorda l’interessato, di quel periodo cruciale della sua «formazione» tattica? «Certo, alla Ternana mi hanno aperto una strada nuova, assegnandomi un compito tattico un po’ diverso dal solito. A parte il campionato di B, in cui la squadra andava avanti benone e non c’era il tempo di sottilizzare su questo o quel particolare tattico, il mio modo di interpretare il ruolo di libero è venuto alla ribalta l’anno scorso. All’inizio del campionato, ricordo che tutti dicevano bene, o addirittura benissimo, di questo mio modo di giocare. Il “libero che costruisce”, si diceva, è una piacevole novità nel calcio italiano, e apre nuove prospettive anche quanto a spettacolo, perché è un punto contro il difensivismo più esasperato. Così mi convocarono nella Under 23, incoraggiandomi a giocare come giocavo nella Ternana. Naturalmente, nella mia squadra, il posto in cui giocavo, più avanzato e con la possibilità frequente di presentarmi in zona-gol, era anche dettato da esigenze precise, diciamo dal fatto che Viciani non disponeva di un vero uomo-gol, e dunque tutti quanti dovevamo darci da fare per sopperire a questa lacuna. Non solo il libero andava avanti, ma anche i terzini, a turno. Purtroppo, le cose continuarono in modo un po’ diverso da come erano cominciate: la squadra cominciò a scivolare verso le posizioni di coda, e questo suscitò critiche a non finire sul tipo di gioco svolto, sull’eccessiva disinvoltura con cui si interpretava il gioco difensivo, e via dicendo. Naturalmente mi ritrovai al centro delle polemiche: la mia posizione, improvvisamente, non andava più bene, e finii per cedere il posto anche nella Under 23».

Già: dopo la bella prova sostenuta a Verona contro la Svizzera (1-1), Giorgio nostro si vede sbarrata la strada proprio a causa del suo particolare modo di intendere i compiti tattici del «libero»: «Mi dissero che, per farmi giocare, avrebbero dovuto costruire l’intera squadra per me».

Così, in un modo un po’ meno brillante di come era cominciata, si chiude la parentesi umbra di Mastropasqua: all’orizzonte, nell’estate ‘73, c’è di nuovo la Juve; ed è persino superfluo dire che il ritorno è graditissimo: «Alla Juve sono praticamente nato, e molti dei miei compagni di adesso già giocavano con me nelle formazioni giovanili: vedi Viola, Piloni, Bettega e Causio. Con Bettega ho disputato un campionato “Primavera”, mentre con Piloni ricordo un anno in De Martino. Con Rabitti capii che avrei potuto combinare qualcosa di buono come calciatore: fu nel 1969-70, quando avevo appena diciotto anni, che mi chiamò per la prima volta nella rosa di prima squadra».

E siamo al dunque: vogliamo sapere qualcosa di più di questo libero tornato speranzoso alla base? Sotto con le domande.

Pensi che la concorrenza, nel tuo ruolo, ti consenta sin da quest’anno di conquistarti una posizione in squadra? «È difficile rispondere; certo, nel ruolo di libero ho davanti a me rivali terribili, ma la stagione è lunga, e potrei trovare spazio, prima o poi. Comunque, per il momento, non mi preoccupo eccessivamente, mi sta bene anche di fare anticamera. Non potrà che giovarmi sul piano dell’esperienza. Sono giovane come calciatore, addirittura giovanissimo come libero».

Tocchiamo un punto su cui molto si è parlato durante l’estate: si è scritto di Mastropasqua utilizzabile più avanti, come vice-Capello. Tu che ne dici? «È un’idea come un’altra: personalmente, mi sento più libero, anche se penso che potrei adattarmi abbastanza facilmente. Penso che questa faccenda del vice-Capello sia venuta fuori perché, nelle partitelle a Villar, giocavo sempre a tutto campo. Ma in partita ufficiale è un’altra cosa. Comunque, non dipende da me».

Tornando per un attimo alla faccenda del «libero che costruisce», a chi ti sei ispirato nella parte che ti era stata affidata? «In Italia non è che potessi cercare dei modelli: è un modo di giocare piuttosto inglese o tedesco. Per questo è lì che mi sono un po’ ispirato, in particolare a Beckenbauer, che giudico insuperabile nell’assolvere quel compito».

Terni e Torino: due ambienti diversi, no? «Sì, parecchio. Giocando nella Juve si è parte di un giro di vertice, si è sempre e comunque al centro dell’attenzione. A Terni, la mentalità è quella della squadra di provincia. Ciò non toglie che lì mi sia trovato benone, con un pubblico favoloso, specialmente nell’anno della promozione in A».

Propositi di riprenderti il posto di libero nella Under 23? «Dipende principalmente dalle mie presenze in bianconero: difficilmente viene convocato chi non gioca in campionato. Vedi Longobucco, due anni fa. Comunque, ci spero».

Che cosa pensi che farà la Juve in campionato? «Indubbiamente bene. Siamo avvantaggiati dalla maggiore esperienza, e quindi non ci sono problemi di affiatamento. Naturalmente, dipenderà molto dalle avversarie di sempre, il Milan innanzitutto, e poi l’Inter».

Abbiamo finito questa chiacchierata con Mastropasqua. L’impressione è che questo ragazzo farà strada: il talento non manca, serietà e impegno sono fuori discussione. E l’occasione potrebbe presentarsi quanto prima.


Per Giorgio sarà un campionato molto deludente; troppo grande il carisma di Salvadore, per poterlo sostituire. Al termine del campionato 1973-74, le sue presenze saranno solamente 8. Mastropasqua viene ceduto all’Atalanta, in cambio di un giovane libero che entrerà nella storia juventina e del calcio mondiale. Il suo nome è Gaetano Scirea.

 

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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