I dubbi della Russia “colpiranno anche civili”
L’ambasciata russa negli Stati Uniti ha dichiarato di aver preso atto della dichiarazione del Pentagono sulla consegna di munizioni a grappolo all’Ucraina ma ha criticato le dichiarazioni dei funzionari statunitensi, secondo cui Kiev avrebbe usato queste armi in modo accurato, come un “maldestro tentativo per giustificare le proprie azioni provocatorie”.
Mikolaiv bombe a grappolo
L’Ambasciata ha affermato che “chiunque segua il conflitto sa che Kiev ha utilizzato l’assistenza di sicurezza degli Stati Uniti per colpire obiettivi civili nella speranza di intimidirci e “uccidere quanti più russi possibile“, aggiungendo che sono state prese di mira anche aree residenziali “prive di strutture militari”.
Un uomo guida uno scooter oltre le auto distrutte da un attacco missilistico a grappolo Uragan a Lyman, nella regione di Donetsk
“E’ difficile immaginare quante vittime civili ci saranno, compresi gli ucraini – conclude l’ambasciata russa – quando i criminali di Kiev inizieranno a usare munizioni a grappolo statunitensi”.
Cosa sono e come agiscono le bombe a grappolo
Sono proibite da un trattato del 2008 sottoscritto da 123 paesi, che le ha messe al bando per la loro capacità di uccidere indiscriminatamente se usate sui civili. Sono pericolose anche perché normalmente una certa percentuale non esplode e rimane sul terreno per anni. Si tratta di ordigni in genere sganciate da velivoli o elicotteri – e talvolta con artiglierie, razzi e missili guidati – contenenti un certo numero di “submunizioni” che, al funzionamento dell’ordigno principale (cluster), vengono disperse, secondo diversi sistemi, a distanza.
Il tipo più comune è progettato per colpire persone e veicoli, ma ne esistono varianti specifiche per distruggere piste di atterraggio, linee elettriche, liberare sostanze chimiche, biologiche, incendiarie e alcune che hanno diversi effetti combinati.
La denuncia di Amnesty International
L’allarme contro l’utilizzo delle bombe a grappolo da parte della Russia era stato lanciato già all’inizio del conflitto da Amnesty International, che aveva sostenuto che il 25 Febbraio dello scorso anno, un razzo contenente bombe a grappolo aveva colpito un asilo nella città di Okhtyrka, nell’Ucraina Nord orientale, uccidendo tre persone, tra cui un bambino, e ferendone un altro.
amnesty international
La struttura era usata come rifugio per la popolazione civile. Quell’attacco, lanciato dalle forze russe che operano nella regione di Sumy – concludeva il report di denuncia dell’organizzazione umanitaria internazionale – si poteva “configurare come crimine di guerra”.
Da oggi, gli ordigni sono in dotazione anche all’esercito ucraino.
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