Per Ursula von der Leyen l’accordo odierno è “un buon pacchetto di misure”, da attuare rapidamente “in entrambe le sponde del Mediterraneo” ma ha anche precisato che “L’ assistenza macrofinanziaria sarà fornita quando le condizioni lo permetteranno” e cioè quando sarà sciolto anche il nodo sul prestito di 1,9 miliardi di euro del Fondo Monetario Internazionale.
“Oggi abbiamo raggiunto un risultato estremamente importante, il memorandum firmato tra Tunisia e Ue è un ulteriore passo verso la creazione di un vero partenariato che possa affrontare in modo integrato la crisi migratoria e lo sviluppo per entrambe le sponde del Mediterraneo” ha detto la premier Meloni.
Le trattative tra Saied e Fmi sono a ferme a causa delle condizioni poste al prestito, ossia una serie di riforme che porterebbero al licenziamento di dipendenti pubblici e allo stop a misure di sostegno su carburanti e alimenti per la popolazione. La posizione dell’Ue fino a pochi mesi fa era di attendere il via libera del Fmi prima di inviare nuovi fondi a Tunisi.
Nelle more dell’attesa della firma di oggi in Tunisia, si sono susseguite violenze nei confronti dei migranti subsahariani, alimentate anche dalle dichiarazioni, considerate razziste dalle ong, dello stesso Saied. E poi la guardia costiera tunisina che viene accusata, con dettagliate, di usare la forza per fermare i barconi, anche con interventi che hanno provocato vittime.
Tutto questo ha portato gli Stati Uniti a limitare i fondi per il paese Nordafricano finché non verranno intraprese riforme per la democrazia.
Ma la diplomazia europea non si è mai fermata e nell’incontro di giugno il Team Europa ha promesso un aiuto finanziario a lungo termine di 900 milioni di euro e un aiuto aggiuntivo di 150 milioni da destinare “immediatamente” al Paese africano. Soldi che potrebbero rappresentare una boccata di ossigeno, ma in cambio dei quali Bruxelles vuole un supplemento di sforzo da parte della Tunisia: riprendersi i richiedenti asilo che dalle sue coste raggiungono quelle europee oltre al fatto che come ha ribadito oggi la Presidente von der Leyen è tutto condizionato anche all’accordo con il Fondo Monetario Internazionale.
L’intesa è fondata su 5 pilastri fondamentali, che la Presidente ha snocciolato nel punto stampa dopo la firma e cioè:
1) creare opportunità per i giovani tunisini. Per loro “ci sarà una finestra in Europa con l’Erasmus”. Per le scuole tunisine stanziati 65 milioni;
2) sviluppo economico della Tunisia. La Ue aiuterà la crescita e la resilienza dell’economia tunisina;
3) investimenti e commercio: “La Ue è il più grande partner economico della Tunisia. Ci saranno investimenti anche per migliorare la connettività della Tunisia, per il turismo e l’agricoltura. 150 milioni verranno stanziati per il ‘Medusa submarine cable’ tra Europa e Tunisia;
4) energia pulita: la Tunisia ha “potenzialità enormi” per le rinnovabili. L’ Europa ha bisogno di “fonti per l’energia pulita. Questa è una situazione win-win. Abbiamo stanziato 300 milioni per questo progetto ed è solo l’inizio”;
5) migranti: “Bisogna stroncare i trafficanti – dice Von der Leyen – e distruggere il loro business”. Ue e Tunisia coordineranno le operazioni Search and Rescue. Per questo sono stanziati 100 milioni di euro.
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