Elton John e suo marito David
Furnish sono intervenuti oggi fra i testimoni eccellenti
convocati dalla difesa di Kevin Spacey nell’ambito del processo
in corso a Londra contro il celebre attore americano – da
qualche anno in disgrazia a Hollywood – imputato di fronte alla
giustizia britannica per una serie di asserite molestie e abusi
sessuali gay risalenti a un periodo compreso fra il 2001 e il
2013: accuse denunciate in due tranche, dapprima da un aspirante
attore (giovane all’epoca dei fatti contestati), poi da altri
tre uomini che a quel tempo avevano tra i 20 e i 30 anni, e
rispetto il due volte premio Oscar si dichiara innocente.
La popstar 76enne e il consorte sono stati sentiti in
videoconferenza da Monaco in relazione a un singolo episodio
evocato da una delle presunte vittime: che in uno dei suoi
racconti ha affermato di essere stato afferrato con violenza per
gli organi genitali da Spacey a margine di un evento per
beneficenza, un ballo di gala – svoltosi proprio nella residenza
londinese di John e di Furnish nei primi anni 2000, fin quasi a
perdere i sensi. Racconto che, pur senza poter fornire certezze
assolute, il musicista e suo marito hanno contribuito a mettere
in dubbio: in particolare dicendo di rammentare che l’attore
fosse arrivato a casa loro verosimilmente direttamente
dall’aeroporto, forse dopo un volo con un jet privato, e quindi
difficilmente accompagnato in auto dal denunciante, come da
questi dichiarato. Non è mancato comunque qualche “non ricordo”,
a fronte dell’incalzante controinterrogatorio condotto da una
delle due pm, Christine Agnew.
La doppia testimonianza è stata preceduta dalla lettura da
parte dell’avvocato difensore dell’imputato, Patrick Gibbs, di
missive a sostegno della reputazione e della credibilità di
Spacey sottoscritte da una decina di celebrità. Lettura durante
la quale si è commosso in aula fino alle lacrime.
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