“La paura muove tutte le cose”:
questo il tormentone del film di Ambra Principato in sala dal 27
luglio con Vision Distribution. Nella stagione dell’horror
scende così in campo Hai mai avuto paura?, opera prima che
ammicca a casa Leopardi ed è ambientata in un piccolo borgo
italiano nel 1813.
Come impone il genere, tra i protagonisti c’è una casa piena
di oscuri misteri a cui si aggiunge un animale selvatico che sta
uccidendo bestiame tra la disperazione dei contadini. Tutto è
visto dal piccolo Orazio (Lorenzo Ferrante), che abita appunto
in questa casa padronale insieme alla sua famiglia e alla
servitù. Per l’inquieto ragazzino tanta curiosità per il
fratello maggiore, Giacomo (Justin Korovikn), sempre immerso tra
i libri e con tanto di incipiente gobba (una chiara citazione
del poeta di Recanati, ndr). Quando la ‘bestia’, come la
chiamano nel villaggio, comincia ad avere sete di umani, tutto
precipita. Uno spaventoso cacciatore venuto dalle montagne,
Scajaccia (Mirko Frezza), orbo di un occhio, piombato da poco
nel villaggio, sembra essere l’unico a sapere cosa fare. E
mentre il cacciatore studia i cadaveri della bestia e pensa a
una controffensiva, Orazio scopre un inquietante ritratto in
soffitta e nella libreria di famiglia opere piene di mistero.
Intanto, a ogni luna piena, una morte si aggiunge alle altre
andando ad ingrossare il fiume di sangue: è ormai una lotta
contro il tempo per un’indagine che culminerà in una rivelazione
che Orazio non sarà in grado di accettare.
Nel cast del film, liberamente ispirato ad un’opera di
Michele Mari: Elisa Pierdominici, Marta Richeldi (nei panni
dell’auto flaggellante Contessa Adele), Mauro Marino, Claudia
Della Seta, Maurizio Di Carmine, Sveva Mariani, Alessandro
Bedetti e David Coco.
“Attraverso una narrazione dalle tinte horror/mistery, il
film mostra un passaggio fondamentale nella vita di ogni
individuo: l’accettazione di sé, della propria vera natura e
delle proprie ombre – dice la regista -. La storia così viene
raccontata attraverso gli occhi di un bambino alle prese con una
paura ancestrale e universale: la paura del buio, dell’oscurità
e dell’ignoto. Orazio la rifugge, ma ne è anche fortemente
attratto”.
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