Chi ha detto che i cordoncini delle
felpe con cappuccio non possono diventare oggetti di alta
gioielleria? Perfino i fiocchi per fermare i capelli possono
diventare gioielli. La sfida è nata durante la pandemia a
Parigi, alla fine del 2020. I lockdown si susseguivano smorzando
ogni slancio di ottimismo. Claire Choisne, direttrice creativa
di Boucheron, cercava la risposta a questo male paralizzante.
Ecco come nasce il suo progetto: la haute joaillerie libera da
ogni vincolo, dalle restrizioni imposte dalle dimensioni, dai
materiali, dalle forme e dalle convenzioni.
Largo dunque alla gioia con colori pop, volumi stravaganti,
linee essenziali, tridimensionalità. Dai laboratori della maison
di Place Vendôme, nata 165 anni fa, sotto limpulso della
designer, i moodboard sembrano le pagine di un diario del liceo,
con i loro colori vibranti, i look allegri, i motivi geometrici.
Sfere, cubi, forme piatte, una nuova haute joaillerie prende
forma influenzata dalla pop art, dalla “rivoluzione gentile”
degli artisti del gruppo Memphis, dall’illusione delle
prospettive che si svincolano dalle regole, trasformando la
realtà di un mondo che riscrive la gioia. Un gigantesco fiocco
per capelli sfida le leggi della gravità. Collier oversize
seguono la linea del décolleté. Gioielli che si muovono in due
dimensioni fanno capolino dalle loro custodie come schizzi
maliziosi che emergono dalla carta. Gioielli in nuovi materiali.
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